martedì , Gennaio 19 2021

Ad Agira si susseguono le sedute consiliari “a vuoto”

Agira. Dopo l’ennesima seduta consiliare andata a vuoto, martedì sera, ancora per l’ormai consueta assenza del numero legale, il gruppo d’opposizione “Uniti per Agira”, composto, oltre che dal capogruppo Bertolo, dal vice presidente Giardina, da Marchese, Marrano, Fascetto e Venticinque, inveisce contro il governo e la maggioranza consiliare. «Altra vergogna della maggioranza e dell’amministrazione – dice il consigliere Filippo Marrano, del Pdl – consiglio comunale convocato dal presidente del consiglio in sessione straordinaria e urgente, su richiesta del sindaco, e sapete il risultato? Un altro consiglio comunale rinviato. Presenti eravamo in 5 dell’opposizione e 2 della maggioranza. O per meglio dire, all’inizio erano tre della maggioranza, poi un consigliere esce e fa mancare il numero legale». A Marrano fa eco il collega di “Uniti per Agira”, Filippo Venticinque, che dice: «Non si può continuare così, convocando sedute consiliari che vanno puntualmente disertate con conseguente sperpero di denaro per l’Ente e dunque per i cittadini, è una vergogna. Addirittura, stavolta, si trattava di una seduta convocata in sessione straordinaria e urgente, a quanto pare per definire l’Imu. Ma evidentemente i motivi d’urgenza per cui si è convocato il consiglio e per cui si sono spesi ancora dei soldi saranno improvvisamente scomparsi. Non ci sono più parole».
Intanto, anche nell’ultima seduta consiliare convocata dal presidente Manno, così come ormai da diversi mesi a questa parte, non figurava quello che di solito è il primo punto all’ordine del giorno, la lettura e l’approvazione dei verbali delle sedute precedenti. E proprio Marrano ha dichiarato in merito: «Penso sia diventato veramente imbarazzante avere un Ente così bloccato. Le delibere di consiglio comunale ancora da approvare risalgono a settembre 2012, ci sono le delibere per l’approvazione dell’Imu, del servizio di igiene ambiente, dell’addizionale comunale Irpef e tante altre ancora».
Emanuele Parisi