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Sindaco Nicosia pignora 2,2 mln all’Ato Ennaeuno, di 19 Comuni ennesi ed alla Provincia regionale

Nicosia. Pignoramenti per 2 milioni e 200 mila euro a carico dell’Ato Ennaeuno, di 19 Comuni Ennesi ed alla Provincia regionale. Ad ottenerli il Comune di Nicosia, che vanta dall’Ato l’ingente somma dal 2008. Nel giugno del 2008, il tribunale arbitrale istituito presso la Camera di conciliazione di Catania, ha pronunciato sentenza esecutiva in favore del Comune, condannando l’Ato a versare circa 1 milione e mezzo di euro che il Comune aveva anticipato come stipendi agli operatori ecologici. Alla somma si sono poi aggiunti gli interessi e le rivalutazioni. L’Ato aveva impugnato in secondo grado la decisione del giudice arbitro e il Comune si era costituto anche nel giudizio di appello. La sentenza di primo grado, comunque, era immediatamente esecutiva anche se non è stata fatta valere per circa 4 anni, con il pretesto che per registrare la sentenza e quindi avviare le procedure esecutive servivano 20 mila euro. Solo nel 2012, dopo avere reperito dal Bilancio circa 20 mila euro, è stata registrata la sentenza di condanna dell’Ato per avviare il procedimento di esecuzione. Far valere la sentenza è un passo necessario a tutelare le casse dell’Ente che vanta un ingente credito, soprattutto in considerazione della situazione economica dell’Ato EnnaEuno, delle inchieste giudiziarie pendenti sulla gestione della società d’ambito e, comunque, la situazione di “stato di liquidazione” dello stesso Ato. Gli ultimi atti della vicenda si sono consumati in questi mesi, a fronte dell’emergenza rifiuti provocata dal mancato conferimento in discarica presso la quale il Comune di Nicosia risultava debitore. In sostanza l’Ente pur vantando un credito “a quattro zeri”, si è trovato con i cassonetti stracolmi di spazzatura per non avere versato l’anticipazione sul costo del conferimento. Agire per il recupero del credito, a questo punto, era inevitabile, considerato che in caso di mancata azione di recupero del credito vantato, la Corte di conti può ravvisare un danno erariale e considerato che il Comune ha maturato anche altri crediti nei confronti dell’Ato stesso a partire dal 2008 ad oggi, e che per garantire il servizio di raccolta dei rifiuti ha dovuto ricorrere alle anticipazioni. Il reperimento delle somme era stato annunciato quasi due anni fa, ma la proposta non è mai arrivata in consiglio comunale e la somma non è stata reperita neanche in sede di approvazione del Bilancio di previsione 2010. Successivamente è stato affidato l’incarico al legale che ha avviato la procedura esecutiva per il recupero di una somma che consentirebbe al Comune di intervenire in molte emergenze, prima fra tutte quella dell’igiene ambientale. Il meccanismo che adesso si è innescato è estremamente complesso e con i pignoramenti sulle casse dei Comuni, in veste di soci dell’Ato, si attiverà l’impossibilità di espletare il servizio di raccolta e smaltimento.