Confermata condanna a mafiosi ennesi: ottanta anni di galera
Enna-Cronaca - 07/06/2013
La Cassazione ha confermato le condanne a nove imputati, tutti ritenuti di appartenere alla famiglia ennese di Cosa Nostra, per cui ora la condanna diventa definitiva per i nove imputati , che assieme hanno preso circa ottanta anni di galera. Le accuse vanno dall’ associazione mafiosa, tentata estorsione, incendi dolosi e furti di ogni genere, tutte operazioni effettuate a danno di imprenditori, commercianti della provincia di Enna. Per altri tre la sentenza è già passata in giudicato da tempo, in quanto hanno rinunciato a fare ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto in toto le risultanze delle indagini effettuate dalla squadra mobile di Enna e del commissariato di Leonforte, indagini coordinate dal pm Roberto Condorelli della Dda di Caltanissetta, uno dei magistrati più esperti nel campo della mafia. L’operazione ha consentito di aprire il vaso di pandora delle estorsioni continue, della richiesta continua di pizzo ai costruttori, ai commercianti, e qualcuno ha dovuto abbandonare l’attività. Giancarlo Amaradio ha sicuramente preso il posto di Gaetano Leonardo, il suo padrino, detenuto da più di dieci anni. Allungando la detenzione di “Tano ‘u Liuni”, ha colto l’occasione per diventare il capo del gruppo mafioso, è anche questo definitivo, per fare soldi facevano di tutto rubavano cavalli, pecore, fili di rame, escavatori, incendiare automezzi pur di ottenere soldi. Amaradio, è stato condannato a 10 anni e 10 mesi di carcere, in continuazione con una precedente condanna, che ebbe in primo grado. Passano in giudicato anche le altre otto condanne; undici anni e quattro mesi al leonfortese Giuseppe Di Franco, commerciante, uno dei fedeli di Amaradio; sei anni sono stati inflitti all’imprenditore di Valguarnera Domenico Ruisi; condannato a sei anni e quattro mesi Gianni Briga, leonfortese residente ad Agira; nove anni e otto mesi sono stati inflitti all’operaio agirino Giovanni Scaminaci; sei anni, invece, Antonio Scaminaci; condannato a sei anni e dieci mesi Vincenzo D’Agostino di Agira; condannato a otto anni e quattro mesi Davide Tirenni, 31 anni d Leonforte; sei anni a Giuseppe Miracolo, adranita di 28 anni.