Nicosia. Processo a genitore per presunte molestie alla figlia

Nicosia.La Cassazione non ha ancora depositato le motivazioni della sentenza con la quale ha dichiarato inammissibile il ricorso della difesa del commerciante nicosiano accusato di violenza sessuale su due bambine, una delle quali sua figlia. La Cassazione aveva invece accolto il ricorso della Procura generale di Caltanissetta che ha impugnato l’assoluzione per un capo di imputazione ed ha disposto l’annullamento della sentenza di secondo grado, con rinvio in appello. Di fatto la condanna a 6 anni per A. B. passa in giudicato, mentre la Corte d’appello dovrà celebrare nuovamente il processo di secondo grado solo per il secondo capo di imputazione, quelle di violenza sessuale su un’altra bambina, figlia della convivente per il quale i giudici nisseni lo avevano assolto. In primo grado A. B. era stato condannato dal tribunale di Nicosia, che lo aveva ritenuto colpevole di entrambe le accuse, a 9 anni di reclusione. La Corte d’appello di Caltanissetta aveva però assolto il commerciante dal capo di imputazione relativo agli abusi sulla figlia della convivente, sulla base di elementi a discolpa prodotti dalla difesa sostenuta dall’avv. Ettore Grippaldi, mentre lo aveva ritenuto colpevole di avere molestato la figlioletta avuta dalla ex moglie. La pena era stata così ridotta a 6 anni. Il secondo processo d’appello dovrà svolgersi solo su questo episodio. L’uomo si è sempre proclamato innocente. L’inchiesta era partita da una segnalazione fatta dagli operatori di una casa di accoglienza, su presunti abusi subiti dalla ragazzina figlia della convivente di A. B. Nel corso delle indagini erano emersi sospetti che anche la figlia dell’imputato avesse subito attenzioni da parte del padre. La sorellina della bambina che fece partire l’inchiesta aveva poi sostenuto in incidente probatorio che il racconto era del tutto inventato.