Turismo. Alloro presenza ddl, ma riceve critiche da guide turistiche

Il turismo e le sue varie sfaccettature hanno spesso richiesto interventi decisi e mirati al fine di migliorarne l’offerta. Un settore del turismo che in più occasioni non ha lesinato lamentele è quello delle guide turistiche dove troppo spesso si è assistito ad un esercizio abusivo della professione con gente pronta a vestirsi da ciceroni in barba a chi, titoli alla mano, era in attesa di svolgere il proprio compito, un problema già denunciato dalla rappresentante delle guide turistiche ennesi, Sabrina Murgano. In questi giorni è arrivato un disegno di legge presentato dal deputato ennese Mario Alloro per regolamentare la disciplina della professione di “guida turistica”, un ddl che però subisce qualche critica.

Il testo prevede l’indizione delle verifiche per la figura professionale di “guida turistica” e di “accompagnatore turistico”. Per Alloro il turismo dovrebbe essere un valore aggiunto ed in merito alle guide turistiche dice: “Sono figure fondamentali a supporto di una adeguata ricettività”.

Il blocco degli esami di abilitazione, dice Alloro, “ha favorito un ristretto gruppo di operatori, frenato lo sviluppo del turismo e impedito la creazione di nuovi posti di lavoro, moltissimi laureati in discipline specializzanti nell’ambito turistico e dei beni culturali hanno perso, e perdono, grandi opportunità”.

Fin qui il pensiero di Alloro che, però, è criticato per diversi aspetti da Murgano: “Ci sono diverse imprecisioni, innanzitutto l’ultimo esame di abilitazione non è stato fatto nel 1990, ma nel 2005 a Ragusa ed Agrigento, mentre nel 1999 a Enna”. Ma Murgano si sofferma su un altro aspetto: “Non ci sono Regioni in cui ci si abilita senza esami e non siamo delle lobby, ci teniamo a valorizzare il territorio”. Per la rappresentante provinciale delle guide turistiche “così come presentato il ddl sfascia una professione che conta quasi duemila unità che si dividono la stessa fetta” ed aggiunge: “Avrebbero potuto parlare con la categoria, ma nessuno si è preso la briga di chiamarci ecco perché siamo delusi. Aprendo il mercato a diverse tipologie si passa alla mercificazione. Mi sembra più una promessa elettorale che non può essere mantenuta e di certo non produrrà lavoro”.


Riceviamo e pubblichiamo da parte dell’on.Mario Alloro:
Ho letto circa la Sua iniziativa concernente un disegno di legge per regolamentare la professione di guida turistica nella nostra regione, attraverso “nuovi” esami di abilitazione. Il Suo ddl, chiaramente benvenuto e carico di speranza per centinaia e centinaia di giovani, pone l’accento su una vicenda tutta siciliana che si trascina dal 2004 quando venne pubblicata la legge nr. 8 sulla materia.
In questi 9 anni, occulti interessi all’interno dello stesso Assessorato, hanno impedito l’attuazione della legge, volutamente ignorata ad iniziare dall’Assessore Nino Strano che si preoccupò di pubblicare il decreto di attuazione della legge nr. 10/2005, concernente l’istituzione dei distretti turistici, chiaramente più proficuo elettoralmente, per la prospettiva, di cui all’art. 7 dello stesso decreto, di possibili finanziamenti regionali.
Questo, per l’indignazione sollevata, fu motivo di una denuncia prodotta alla Procura della Repubblica di Palermo, nel 2011, contro lo stesso Assessore sia per i palesi motivi clientelistici manifestati sia per avere tenuta chiusa nel cassetto la legge nr. 8/2004, nonostante le prospettive occupazionali di “natura privatistica” in essa contenute, per migliaia di giovani.
La Polizia di Stato, per incarico del magistrato volle sentire i firmatari della segnalazione, che, se non altro, ebbe il merito sicuramente di indurre il nuovo Assessore Tranchida, nel frattempo subentrato, a pubblicare, appena insediato, un apposito decreto in cui sono dettate le norme per la partecipazione agli esami di verifica circa il conseguimento del patentino.
Naturalmente la vecchia corporazione delle guide ultracinquantenni, abilitati da un Regio Decreto del 1937, trovò il modo di bloccare il tutto con un ricorso al TAR Sicilia motivandolo circa una presunta discriminazione nei loro confronti, stante l’obbligo, contenuto nel decreto Tranchida, di dovere anch’essi partecipare agli esami di verifica finalizzati ad accertare il livello di preparazione culturale e di conoscenze linguistiche, secondo la normativa europea.
L’organo giudicante, con propria ordinanza, concesse un anno di tempo, ormai scaduto, per “regolarizzare” (?) i contenuti del menzionato decreto. Ora poiché la risoluzione di questa vicenda non prevede oneri per le casse regionali, trattandosi come detto di svolgere una professione in un settore privatistico, la sola spesa da sostenere riguarderebbe i compensi da corrispondere ai docenti universitari componenti le commissioni di esami.
Un esborso minimo rispetto alle incredibili somme dilapidate per tenere in piedi Enti notoriamente parassitari e del tutto estranee ad ogni forma di meritocrazia. E va ricordato come migliaia di giovani, a seguito del decreto Tranchida hanno pagato 700 euro per la partecipazione ai corsi di preparazione e di aggiornamento tenuti dai Consorzi Univesitari. A questi esborsi vanno aggiunte le spese per acquisire il livello di conoscenze linguistiche secondo il livello B2 del quadro europeo. In ogni caso una tassa di esame, a carico dei candidati, potrebbe costituire un contributo di partecipazione a tali compensi.
Quindi la Sua iniziativa per tutti questi giovani (né precari, né sfasciatori di vetrine), se non cadrà nel vuoto, potrebbe riscattare secondo legalità, il nocumento fin qui operato nei loro confronti che andrebbe anche a colpire l’illegale proliferazione di guide abusive che d’intesa con i travel-resort esercitano in nero con una massiccia elusione fiscale.
Un fenomeno originato da quando si sono resi inesistenti gli agenti della Polizia Municipale nelle varie province, con la funzione di Polizia Turistica. Fiduciosi nel Suo operato a nome di molti di questi giovani cordialmente Le auguro un proficuo lavoro.
Prof. S. Fazio