martedì , Gennaio 26 2021

Agira – Regalbuto: in abbandono la diga Sciaguana

Tra le contrade Licari e Di Marco, che si trovano in territorio di Agira e Regalbuto giace la diga Sciaguana, la meno conosciuta delle sette dighe ennesi (Pergusa è un lago tettonico e non c’entra ndr). Costruita dal 1984 al 1992 viene gestita dal Consorzio di Bonifica n6 di Enna con un bacino idrografico di circa 64,89 chilometri quadrati. E’ stata realizzata per scopi irrigui. Il volume massimo autorizzato è di 4,70 milioni di metri cubi, ma siccome si trova tra terreni non certo molto qualificati, questo volume è abbastanza soddisfacente. L’accesso alla diga è possibile percorrendo la strada provinciale 59, che congiunge lo svincolo di Agira (provinciale 21) all’abitato di Catenanuova e successivamente percorrendo la provinciale 70. L’invaso è stato ultimato nel marzo del 1992 ed è stato realizzato dall’ ex Consorzio di Bonifica Altesina-Alto Dittaino di Leonforte, poi soppresso con dei finanziamenti erogati dall’allora Cassa del Mezzogiorno. L’invaso è stato realizzato sbarrando il torrente Sciaguana, che raccoglie le acque dalle colline che lo circondano, con uno sbarramento in materiale alluvionali e cava calcarea a granulometria decrescente alto 9 metri . Le acque non hanno alta qualità, allo stato attuale, irrigano appena un centinaio di ettari di terreni coltivati ad erbacee, non ci sono molti terreni sciolti, nella zona ci sono i gessi della serie gessoso-solfifera, quindi l’acqua non è potabile, e si potrebbero produrre biomasse, agroenergie. Probabilmente con un collegamento, una specie di by-pass, con la diga Pozzilo si potrebbe migliorare la qualità dell’acqua e cercare di ottenere colture migliori, ma sino a questo momento non è stato fatto, per cui non ci sono grandi risultati in favore dell’agricoltura . Nel progetto iniziale si sperava di poter utilizzare i terreni, per un’estensione di circa 300 ettari, per colture arboree, agrumeti, così come si trovano tra Catenanuova e Centuripe, oliveti, poche colture ortive sempre perché i terreni non sono molti idonei, in special modo si trovano incisioni calancose a livello geologico, quindi argillose, come si possono notare percorrendo l’autostrada Enna- Catania , che non favoriscono l’agricoltura che conta.