Vogliono cancellare la storia millenaria di Calascibetta

Calascibetta. Tutti assieme, maggioranza e minoranza, per dire “no” alla riduzione dei trasferimenti e all’idea, da parte del governo regionale siciliano, di accorpare i paesi con meno di cinquemila abitanti. Calascibetta, a causa della riduzione delle risorse, rischia il default. “Impossibile – ha più volte spiegato un funzionario comunale- poter chiudere il bilancio 2013”. Ecco che l’esecutivo, guidato dal sindaco Carmelo Cucci, ha chiesto al presidente del consiglio Maria Rita Speciale di affrontare nuovamente la problematica, coinvolgendo stavolta anche i cittadini. Un grido d’allarme che hanno voluto lanciare insieme sia l’amministrazione comunale che il Consesso civico. “Attualmente ci troviamo con appena 400 mila euro di trasferimenti, contrariamente ai quasi due milioni di euro dello scorso anno -ha spiegato il sindaco- inoltre vogliono cancellare più di mille anni di storia. Accorpare i Comuni con meno di cinquemila abitanti, sono 201 in Sicilia, significa cancellare anche le loro antiche tradizioni. Per ben due volte gli abitanti di Calascibetta, tassandosi, hanno riscattato la propria città”. In queste occasioni, che risalgono a più di cinque secoli orsono, furono tributati a Calascibetta i titoli di “Urbs Victoriosa et Fidelissima”. Il momento più alto della protesta culminerà il prossimo 26 settembre, quando a Palermo arriveranno tutti i 201 sindaci della Sicilia. “Dobbiamo essere uniti, le polemiche tra maggioranza e minoranza vanno messe da parte- ha detto l’assessore al Bilancio Salvatore Catalano- Questo è un problema serio, la storia di Calascibetta rischia di essere cancellata”. Un deliberato, carico di protesta, il Comune di Calascibetta lo invierà al Prefetto di Enna, all’Assemblea Regionale Siciliana e al governatore dell’Isola Rosario Crocetta. Una problematica che ha chiamato in causa anche i cittadini. “In un momento così particolare i consiglieri comunali devono essere uniti, occorre mettere da parte il colore politico e lottare assieme”, sono state le parole di Giovanni D’Agristina, ex assessore comunale, berlusconiano doc. Più duro l’intervento di Angelo Tilaro: “Se non siete in grado di dare risposte concrete dimettetevi”, l’invito rivolto sia all’esecutivo che ai consiglieri comunali. I consiglieri comunali di Calascibettattiva”, forza d’opposizione, che in occasione del penultimo Consesso civico sono rimasti in aula permettendo il prosieguo dei lavori (la sola maggioranza non aveva i numeri sufficienti per andare avanti), da un lato hanno condiviso la proposta della maggioranza, votandola, dall’altro hanno “punzecchiato” l’esecutivo. “Di fronte questo difficile momento cercate di interessare soprattutto i vostri parlamentari, quelli del Pd, che hanno votato Crocetta”, ha spiegato l’avvocato Giuseppe Lo Vetri. Poi ha aggiunto: “All’interno dell’amministrazione comunale c’è una insana competizione che non giova alla comunità”. Ma il presidente del Consiglio Maria Rita Speciale ha replicato: “Nessuna competizione, ma solo armonia”. Per Salvatore Rosso il Comune è senza soldi “Perché c’è stato anche uno sperpero di denaro da parte della passata amministrazione, ma voi (rivolgendosi al sindaco e al Pd) eravate all’opposizione, quindi non avete saputo vigilare bene”. E mentre un disegno di legge rischia di cancellare la storia millenaria di 201 Comuni dell’Isola (tra le motivazione vi è anche quella di ridurre i costi della politica), paradossalmente e vergognosamente i deputati dell’Ars (i più pagati d’Italia) stanno cercando ogni cavillo al fine di evitare il dimezzamento del loro stipendio, previsto dalla spending review.
Francesco Librizzi

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