Cerami. Padre non vede figlia da due anni e mezzo

“Sono un padre che soffre, perché non vedo mia figlia, tre anni e tre mesi, perché non posso dare il mio affetto di padre, perché non posso vederla crescere e seguirla nella sua crescita”. Questo è il grido accorato di Antonino G. , 25 anni di Cerami, che non riesce ad avere contatti continui con la figlia, nonostante ci sia un affidamento condiviso da parte del tribunale,tabilito nel luglio del 2012, dopo due anni di sofferenze. Una storia triste quella di Antonino , che dopo due anni di more uxorio con una ragazza di 20 anni di Capizzi, che chiamiamo Laura, nel luglio del 2010 nasce una bambina; nel febbraio del 2011 avviene il primo litigio; la ragazza alza le mani nei confronti di Antonino, addirittura lo spinge per le scale, nonostante abbia la bimba in braccio, che il giovane protegge ed evita che si faccia molto male. Laura scappa via, ritorna a mezzanotte, prende la bambina e se ne va insalutata ospite. Per due settimane Antonino non sa niente della figlia; presenta istanza al tribunale di Nicosia di affidamento della bambina, vede quattro volte la figlia in sei mesi. Laura chiede il versamento di 1800 euro entro luglio se non avrebbe visto più la figlia. Il 10 agosto 2011 Laura con la figlia si trasferisce a Stoccarda all’insaputa
di tutti; Antonino denunzia i fatti al tribunale di Nicosia, ma non ottiene risposta; il 4 ottobre 2011 il tribunale dei minori di Caltanissetta affida la bambina in via esclusiva alla madre. A Stoccarda Laura fa richiesta al tribunale di assegno di mantenimento, essendo ragazza madre ed ottiene uno stipendio di 1200 euro, oltre all’assegno di mantenimento di Antonino di 250 euro e Laura comunica al tribunale dei minori di Caltanissetta di non dare alcuna notizia di dove si trova lei e la figlia. Due anni e mezzo senza vedere la figlia, quindi nel marzo del 2012 Antonino ottiene il diritto di visita presso il Consolato. “Sto nove giorni a Stoccarda – evidenzia Antonino – e riesco a vedere mia figlia in un ambiente stretto ed asettico, non certo per un incontro tra padre e figlia,non certo per poter giocare con la propria figlia”. Nel luglio del 2012 Antonino ottiene l’affidamento condiviso ma con la collocazione della bambina a Stoccarda dalla madre. La collaborazione tra i due genitori non è mai avvenuta, decide tutta Laura, e presso il tribunale di Nicosia pende un procedimento penale a carico di Laura. Nel maggio di quest’anno Antonino e Laura si incontrano presso il tribunale di Nicosia e la donna si rifiuta di dire dove si trova la figlia e con chi. Il 6 giugno Antonino presenta denuncia al tribunale dei minori per avere chiarimenti, ma non ottiene alcuna risposta, lasciando Antonino nella disperazione. “Io non mollo – conclude Antonino – non posso far crescere mia figlia senza la figura del padre, lotterò sino all’inverosimile, voglio partecipare attivamente nella crescita della mia bambina”.