Catenanuova. Mavica confessa la sua appartenenza alla mafia ennese

Il pentito Antonino Mavica,al processo  della “strage di Catenanuova, ha effermato di essere stato ritualmente affiliato alla famiglia di Cosa Nostra  “Sono stato a Sant’Alessio Siculo da Gaetano Leonardo, che era il capo della famiglia, e che si trovava a Sant’Alessio in soggiorno obbligato, dove aveva un appartamentino. La strage di Catenanuova provocò l’uccisione di Salvatore Prestifilippo Cirimbolo, nella piazza principale di Catenanuova, nelle vicinanze di un bar, nel  luglio del 2008, mentre il fratello di Prestifilippo riusciva a fuggire, ed alcuni clienti del bar, che stavano uscendo furono feriti. Imputati per questa “strage” sono Filippo Passalacqua,  che la Dda di Caltanissetta ritiene di essere a Catenanuova il rappresentante principale   del clan catanese dei Cappello e il cognato Giovanni Piero Salvo, figlio di Giuseppe, uno dei capi catanesi  del clan Cappello. Nell’udienza di venerdì pomeriggio c’è stato l’esame dei difensori degli imputati, gli avvocati Davide Giugno e Giorgio Antoci del foro di Catania, presenti  in aula anche le parti civili, per conto dei familiari della vittima, che sono assistiti dagli avvocati Giovanni Palermo e Nino Grippaldi. Mavica era stato interrogato, nella precedente udienza, dal pm Roberto Condorelli, che ha coordinato tutta l’inchiesta sulla strage di Catenanuova. Le difese hanno sostenuto che ci sono  contraddizioni nel racconto di Mavica, secondo cui Prestifilippo Cirimbolo sarebbe stato un falso  affiliato con l’obiettivo di eliminarlo, poi la sua ascesa nel campo delle estorsioni e del pagamento del pizzo era diventata notevole per cui il clan Capello e lo stesso Mavica avevano incominciato a pensare di eliminarlo perché dava fastidio. Dopo la deposizione di Mavica, la Corte d’Assise di Caltanissetta, presieduta dal giudice Antonio Balsamo, si è aggiornata a giovedì prossimo alle 15 nell’aula bunker del carcere Malaspina di Caltanissetta. Per quell’udienza saranno interrogati i collaboratori di giustizia Angelo Francesco Leonardo, figlio di Gaetano Leonardo ed il catanese Eugenio Sturiale.