Esauriti gli interrogatori degli arrestati dell’operazione Go-Kart di Catenanuova
Enna-Cronaca - 25/02/2014
Il Gip David Salvucci ha esaurito il proprio giro di interrogatori di garanzia nei confronti dei 49 arrestati nel corso dell’operazione antimafia “go kart”, eseguito dal nucleo investigativo del comando provinciale e della compagnia di Nicosia, che ha interessato le famiglie di Cosa Nostra di Catenanuova e Regalbuto e del clan catanese dei Cappello. Non ci sono state modifiche dei contenuti della sua ordinanza di custodia, emessa su esplicita richiesta dei pm Roberto Condorelli e Giovanni Di Leo della Dda di Caltanissetta. Alcuni interrogatori sono avvenuti per rogatoria nel carcere Pagliarelli di Palermo, mentre il Gip era impegnato negli interrogatori di coloro che erano detenuti ad Agrigento e Caltanissetta. Intanto sono partiti i primi ricorsi al Tribunale del Riesame di Caltanissetta contro gli arresti. A comunicarlo sono stati i difensori di quasi tutti gli arrestati, i quali negli interrogatori si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, ma ci sono stati alcuni che hanno cercato di chiarire la loro posizione ed hanno dichiarato di essere estranei alle accuse. E intanto con il passar del tempo l’indagine si arricchisce di altre notizie a cominciare dal presunto clan di Cosa Nostra di Regalbuto, il quale oltre al traffico di droga, avevano iniziato ad operare nel campo delle estorsioni. Pare che un imprenditore, ricevuta la richiesta, sia andato a denunciarli, sarebbe andati da un commerciante che sarebbe stato invitato a versare duemila euro, che dovevano andare ad amici di Catania ed in giro si parlava che tutti gli imprenditori pagavano il pizzo a questo gruppo di persone. Il problema era che chi non pagava veniva a subire incendi o pestaggi. A Catenanuova, il pizzo era più alto, un imprenditore edile avrebbe ricevuto richiesta di 7 mila euro l’anno per essere a posto, poi la somma è stata convertita in 6 mila euro l’anno, da parte di Cosa Nostra ennese e dal clan Cappello; 500 euro era il pizzo che ha dovuto pagare un imprenditore edile per la realizzazione di un’opera privata a Centuripe, senza così subire danneggiamenti. Ma ci sono ancora altre storie da esaminare nel campo delle estorsioni agli imprenditori.