Enna. Casa di riposo Sant’Antonio di Pergusa: quietanza di 15 mila euro per acquisto sigarette per una anziana

sigaretteEnna. Nuovo incidente probatorio è stato ottenuto dalla Procura della Repubblica nell’inchiesta della casa di riposo Sant’Antonio di Pergusa, effettuata dalla Guardia di Finanza del comando provinciale, e che ha evidenziato i maltrattamenti o casi di abbandono ai quali erano soggetti i ricoverati. Ma il discorso ora si allarga perché si stanno svolgendo delle indagini, sempre da parte della Guardiani Finanza, su spese effettuate con i soldi dei ricoverati. Tra questi sperperi di soldi, ci sono anche quelli di un’anziana alla quale sono stati prosciugati dal suo conto corrente ben 18 mila euro ed addirittura una di queste quietanze evidenzierebbe la spesa di 15 mila euro per l’acquisto di sigarette. L’incidente probatorio, richiesto dalla Procura, riguarda l’accertamento delle condizioni mentali della signora e capire se era in grado di disporre dei propri beni, come è stato possibile prosciugare un conto così consistente per cui si potrebbe configurare il reato di circonvenzione d’incapace. I difensori dei due imputati, il titolare, Paolo Luciano Tomaselli, ed il dipendente-nipote, Carmelo Murasò, sostengono che non ci sarebbe nulla di illecito, ma anzi che è stato fatto un favore all’anziana, e che addirittura sono state anticipate alcune somme per suo conto in un momento in cui le sarebbe stata sospesa la pensione. Il 29 maggio è prevista la relazione del perito, il dottore Salvatore Bruno, che è stato nominato dal Gip. La Procura sta indagando su due morti sospette oltre a quella della “signora Lina”, che, sempre secondo la Procura, sarebbe morta fra atroci sofferenze perché abbandonata a sé stessa. I difensori hanno contestato tutto, anche appoggiandosi alle testimonianze dei medici che hanno visitato la signora all’interno della struttura. Questi altri due casi, che hanno insospettito il pm Marco Di Mauro, coordinatore dell’inchiesta, che aprono scenari preoccupanti. Ancora una volta sarà la Guardia di Finanza, ad indagare sulle circostanze delle morti di queste due donne, ricoverate nella casa di riposo. Nasce il sospetto che si siano verificati altri casi analoghi a quello della signora Lina. Sempre per quanto riguarda la signora Lina, i finanzieri hanno accertato, che sei giorni dopo la morte, qualcuno si è recato presso l’ufficio postale di competenza per andare a riscuotere la pensione e qui si stanno facendo accertamenti anche presso l’ufficio postale e nei confronti del funzionario addetto.