Giudice del lavoro di Enna ha dato ragione ai 5 “ex Asen”

enna asenIl giudice del lavoro di Enna ha dato ragione ai 5 “ex Asen” che dovranno essere integrati da Acquaenna alle stesse condizioni di cui godevano. A ricorrere al giudice sono stati 5 dei 13 dipendenti dell’Asen, è stata depositata la sentenza che ha riconosciuto la fondatezza delle ragioni per le quali hanno chiesto l’intervento del giudice: dovranno essere reintegrati da Acquaenna secondo quanto previsto dalle leggi vigenti. Acquaenna dovrà quindi garantire ai 5 lavoratori lo stesso trattamento economico e previdenziale del quale godevano presso la partecipata e non può disporre diversamente, né operare licenziamenti per coloro che non accettano le condizioni salariali e lavorative proposte.
Una sentenza che apre certamente scenari nuovi per i comandati ad Acquaenna di Nicosia, del consorzio intercomunale “Centuripe Regalbuto Catenanuova” per gli ex Asen e per gli ex Sicilia Ambiente. In tutto una quarantina di lavoratori che sono comandati dagli enti di provenienza ad Acquaenna, con mansioni di addetti ai servizi idrici.
Tra questi i 5 fontanieri, dipendenti del Comune di Nicosia e vincitori di concorso che dal primo gennaio Acquaenna non ritiene più propri dipendenti e il Comune ritiene dipendenti di Acquaenna. Nel marzo del 2004 e poi nuovamente nel febbraio del 2005, i fontanieri avevano esercitato il diritto di opzione previsto dalla legge, scegliendo di rimanere dipendenti comunali e pertanto l’Ente ha l’obbligo di farli lavorare se Acquaenna, cui sono “comandati”, non li utilizza. I lavoratori hanno inviato una diffida sia al Comune sia ad Acquaenna chiedendo di essere posti in servizio nella quale si intima il termine di 15 giorni, ormai scaduti, oltre i quali ricorreranno al giudice. Si profila quindi una ulteriore causa. Da gennaio ad oggi a pagare gli stipendi è stato il Comune che dovrebbe rivalersi su Acquaenna. Per il mese di aprile il ragioniere generale ha espresso parere negativo all’anticipazione, non essendo avviata la causa per il recupero.


Il risultato di questa ordinanza non coglie di sorpresa Massimo Greco che da Presidente del Consiglio Provinciale non aveva esitato a dire che Comune e ATO Idrico avevano preso un granchio. Interpellato sulla questione lo stesso Massimo Greco dichiara che “una questione così semplice, qual’è la garanzia dei livelli occupazionali dei lavoratori della ex ASEN in un contesto normativo tanto chiaro quanto blindato, è stata gestita malissimo, costringendo ancora una volta il potere giudiziario a colmare un vuoto lasciato da una politica locale sempre meno idonea a rispondere alle sfide del tempo. Mi auguro che Comune, ATO idrico e l’ente gestore Acqua Enna facciano tesoro di quanto ben argomento dal Giudice del lavoro, estendendo
gli effetti del giudicato anche agli altri lavoratori della ex ASEN che attendono ancora gli esiti dei rispettivi processi”.



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