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SPRAR: “Aidone modello per una nuova politica europea sull’integrazione”

migranti-aidone 21.06.14“Aidone modello per una nuova politica europea sull’integrazione” è questo il titolo del convegno organizzato dall’Associazione Don Bosco di Piazza Armerina e dal Comune di Aidone, partner nel progetto SPRAR, in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato, indetta dall’Alto Commissariato dell’ONU. Il convegno si è tenuto in Aidone nei locali della Fondazione “Marida Correnti” ed è stato introdotto da Agostino Sella, coordinatore del progetto SPRAR Aidone, che ha illustrato l’esperimento in atto nel paese della Venere. Sono intervenuti: il Prefetto di Enna, il dott. Fernando Guida, la dott.ssa Gabriella Tomai, Magistrato presso il Tribunale per i minorenni di Caltanissetta, il prof. Filippo Minacapilli giudice onorario presso lo stesso tribunale ed infine il dott. Fabio Aurilio Dirigente del Commissariato di P.S. di Piazza Armerina. Molto apprezzata la testimonianza di due migranti che qui hanno trovato una loro collocazione anche lavorativa: Abramo Sylla, mediatore culturale presso la fondazione Di Vincenzo in Aidone e il giovanissimo Adam Mohamed Abdullah interprete presso l’associazione Don Bosco. Un breve saluto è stato rivolto ai presenti ed alle autorità dal sindaco Enzo Lacchiana e da don Carmelo Cosenza parroco di Santa Maria La Cava. Lacchiana che si è trovato a gestire il progetto attivato dal suo predecessore Filippo Gangi, anch’egli presente in sala, si è detto ottimista sul contributo che lo SPRAR potrà dare alla crescita economica e culturale di Aidone, ha espresso la volontà di creare a breve una consulta cittadina per l’immigrazione ed ha anticipato che forse già dalla prossima settimana saranno attivate delle borse lavoro per i migranti che permetteranno loro di svolgere dei lavori utili alla comunità tutta. Sia Sella che Lacchiana hanno ribadito che non bisogna sottovalutare la ricaduta economica dell’accoglienza in una realtà povera come la nostra: affitti con contratti triennali per case altrimenti disabitate, incremento del commercio, esperienze lavorative altamente professionalizzanti per un nutrito gruppo di mediatori, assistenti sociali e psicologi.
I primi ad essere felicemente sorpresi dall’affermazione espressa nel titolo del convegno – “Aidone modello per una nuova politica europea sull’integrazione”- sono stati i numerosi aidonesi presenti al convegno, che, pur vivendo in modo naturale e positivo l’inserimento di un centinaio di migranti, accolti a vario titolo nel piccolo centro che sfiora i 5000 abitanti, non pensavano certo di poter essere “additati” come modello di accoglienza ed integrazione. Se lo sono sentito ripetere più volte nel corso degli interventi che hanno fatto chiarezza sui modi e le forme dell’accoglienza dello SPRAR aidonese. Oltre ai migranti ospitati nella maniera tradizionale presso l’hotel Morgantina e il gruppo di minori non accompagnati, ospitati presso il Centro d’Accoglienza Zingale-Acquino gestito dalla Fondazione Vincenzi, vivono in Aidone una sessantina di migranti, provenienti in gran parte dall’Africa, ma anche da Pakistan, India e Iraq, accolti nelle comunità diffuse ospitate in 12 abitazioni, tra di essi ci sono anche alcuni nuclei famigliari. Questa delle comunità diffuse è la scommessa dello SPRAR, il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, che, attraverso “l’accoglienza integrata” si propone di “superare la mera distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico” o in parole più semplici, come ha detto il Prefetto, “la vera sfida non è garantire un tetto e un pasto, ma un futuro, nel rispetto delle motivazioni e della cultura di ogni migrante”. Attraverso il coinvolgimento diretto dell’ente locale, con fondi ministeriali ed europei, si garantisce a queste piccole comunità una casa dignitosa -in Aidone si è optato per le case ammobiliate, disabitate e molto numerose-, i buoni spesa spendibili nei supermercati locali e una cifra giornaliera di sussistenza. I migranti in certo qual modo si autogestiscono, sono responsabilizzati e vivono una vita da cittadini e non da semplici ospiti. La convivenza in piccoli gruppi omogenei, per cultura e provenienza, serve ad evitare disagi culturali e linguistici, previene eventuali conflitti e, con la diffusione nel tessuto urbano, scongiura la ghettizzazione. Il prefetto ha illustrato le finalità e i buoni risultati dell’esperienza degli SPRAR, ma, in risposta alle giuste preoccupazioni per la gestione dei migranti in un numero elevato ed in continuo aumento, ha anticipato che, nell’incontro avvenuto in questi giorni con il Ministro dell’Interno, i prefetti hanno avuto rassicurazioni sulla pubblicazione in tempi rapidi di un apposito DL che permetterà di aumentare considerevolmente il numero delle Commissioni Territoriali per la valutazione delle domande di asilo. Oggi le commissioni sono una decina in tutta Italia, un numero del tutto insufficiente che provoca una dilatazione esagerata dei tempi di valutazione delle domande e del rilascio del permesso di soggiorno, che permetterebbe ai migranti di spostarsi liberamente in Italia ed in Europa alla ricerca di un lavoro e di una sistemazione definitiva.
Gli interventi sono stati tutti molto interessanti e coinvolgenti e, per una volta, i partecipanti sono uscita con la bella sensazione che nel loro piccolo centro si stia tenendo a battesimo una nuova accoglienza diversa dal solito approccio buonista, fatto spesso solo di assistenza a fondo perduto e di solidarietà individuale, che pure in Aidone è stata sempre molto forte.

Franca Ciantia