sabato , Gennaio 23 2021

Regalbuto. La minoranza chiede chiarimenti sul progetto di accoglienza ai rifugiati

Regalbuto.enregalbuto - giuseppe sassano 2 consigliere opposizione Il gruppo “Uniti per Regalbuto” ha chiesto chiarimenti all’amministrazione sul “Progetto Sprar” di accoglienza e protezione ai richiedenti asilo e rifugiati. I consiglieri del gruppo di minoranza hanno chiesto al sindaco Francesco Bivona ed ai colleghi di maggioranza di volere illustrare alcuni aspetti del progetto anche per chiarire meglio ai cittadini cosa prevede l’accoglienze ed evitare in questo modo che si creino equivoci sulla presenza dei rifugiati in città. gli aspetti sui quali la minoranza chiede chiarimenti sono quelli che riguardano la sicurezza, l’integrazione territoriale, la trasparenza nella gestione del progetto e nella scelta del personale da impiegare. E’ stato il capogruppo di opposizione Giuseppe Sassano ad intervenire nel corso della seduta sottolineando che nei mesi scorsi, quando era stato prospettata l’idea di avviare il progetto di accoglienza dei rifugiati era stata chiesta all’amministrazione comunale la condivisione della scelta di aderire al progetto rifugiati con tutte le Forze dell’ordine presenti sul territorio, con tutte le associazioni di volontariato e di categoria, con le scuole, con il consiglio comunale, le forze politiche, con tutti i cittadini. “L’accoglienza è solidarietà, è costruire ogni giorno prospettive di speranza per tanti uomini e donne – spiega Sassano – che vedono offese e calpestate la propria dignità e la propria vita. Massima trasparenza nella gestione del progetto, massima trasparenza nella scelta del personale da impiegare nella struttura è quello che riteniamo necessario”. Le contestazioni mosse dalla minoranza riguardano la circostanza che non sarebbe stata data priorità, nelle assunzioni, ai disoccupati regalbutesi. Una contestazione che si scontra con la normativa che non prevede alcun obbligo per le cooperative che si è aggiudicano un servizio di assumere personale tramite bando. Le cooperative, infatti utilizzano personale che ne fa parte. Secondo l’opposizione l’amministrazione avrebbe dovuto inserire nella convenzione la clausola con l’obbligo per la cooperativa aggiudicataria di procedere ad assunzioni con un bando pubblico. La minoranza quindi contesta le modalità con le quali è stato avviato il progetto. A prescindere dalle assunzioni, la presenza di un centro per i rifugiati crea comunque un indotto economico in termini di forniture di alimenti, merci e servizi.

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