Maxi frode di imprenditore ai danni di istituto bancario
Enna-Cronaca - 28/06/2014
Un imprenditore ennese pare che sia riuscito ad effettuare una maxi-frode da un milione e mezzo di euro a danno di un istituto di credito della provincia. L’imprenditore ennese, dichiarato fallito da tempo sarebbe riuscito ad incamerare la somma utilizzando persone per l’accesso al credito, nonostante non avessero i requisiti necessari per l’accesso al credito.
I finanzieri del comando provinciale, diretti dal colonnello Giovanni Carlo Liistro, stanno operando con circospezione ed il riserbo è notevole, difficile tirargli fuori anche la minima notizia. L’imprenditore pare che sia riuscita a concretizzare la truffa, soprattutto grazie alla complicità del direttore dell’istituto di credito. La banca, secondo le indagini della Guardia di Finanza, avrebbe concesso ben 50 finanziamenti a tanti beneficiari, che non erano altro che prestanome dell’imprenditore e pare tutti consapevoli di quello che stavano facendo. Queste persone non avevano i requisiti patrimoniali e di reddito per accedere ai finanziamenti, e in questo modo avrebbero procurato un danno patrimoniale notevole all’istituto bancario, visto che ammonta intorno al milione e mezzo di euro.
La Polizia Tributaria del comando provinciale, diretta dal tenente colonnello Giuseppe Carella, ha aperto l’inchiesta nell’ambito dei servizi offerti dalla Guardia di Finanza nell’ambito della “tutela dei mercati finanziari”.
“È stata portata a termine un’attività inerente i reati bancari – dichiarano al comando provinciale – “nel corso della quale sono venute fuori una serie di gravi irregolarità imputabili al direttore della filiale ennese di un noto istituto bancario”. Il direttore dell’istituto, invece di vigilare sulle persone che chiedevano il prestito avrebbe consentito che l’imprenditore usasse proprio dei prestanome per ottenere dei prestiti Ancora non si conosce se ad essere indagato sia l’imprenditore ed il direttore o tutti e due, oppure qualche prestanome, probabilmente qualcosa di concreto si potrà sapere solo quando la relazione della Guardia di Finanza finirà sul tavolo del Procuratore della Repubblica e solo allora si potrà sapere chi sono i responsabili principali di questa mega-truffa.