mercoledì , Gennaio 27 2021

Restaurato il dipinto murale della Madonna della Cava, patrona di Pietraperzia

Madonna della Cava PrimaPietraperzia. Al santuario della Madonna della Cava, nel corso di una cerimonia è stato presentato il restauro del dipinto murale della Madonna della Cava, patrona di Pietraperzia. Il restauro è stato eseguito dalla dott.ssa Raffaella Greca e dal restauratore Mario Arangio della ditta “Keiros restauri” di Enna, presenti all’evento. Alla cerimonia hanno presenziato il vescovo di Piazza Armerina mons. Rosario Gisana, mons. Giovanni Bongiovanni rettore del Santuario, il prefetto di Enna, dott. Fernando Guida, il sindaco di Pietraperzia il dott. Vincenzo Emma, e il soprintendente ai Beni culturali arch. Salvatore Gueli. Sono intervenuti don Giuseppe Paci, direttore dell’ufficio diocesano per i beni culturali, e i dott. Luigi Maria Gattuso e Paolo Russo della soprintendenza ai Beni culturali di Enna e Maria Katja Guida della soprintendenza ai Beni culturali di Messina. Il dipinto che si trova sull’altare centrale rappresenta la Vergine Maria nel gesto di allattare il bambino Gesù.
Il lavoro di restauro è iniziato l’8 giugno del 2012 con le indagini fisiche e analisi chimiche sullo stato del dipinto e le prime operazioni per metterlo in sicurezza. L’immagine infatti si trovava in un grave stato di degrado. A novembre, a causa delle temperature invernali, le operazioni di pulitura e restauro sono state sospese per riprenderle nella primavera successiva. Nel maggio del 2013 si procede con la pulitura dalla quale emergono tre strati differenti del dipinto, segno di restauri e sovrapposizioni precedenti. Della primitiva opera erano rimaste poche tracce sul volto, sul manto e sul velo della Madonna. È emerso poi un secondo intervento, anche questo con poche tracce sul manto della Madonna, la specchiatura di fondo, le mani delle due figure e la figura del bambino Gesù. Infine sono emerse ridipinture eseguite in maniera approssimativa e con poca cura. L’intervento di restauro ha ripristinato il colore blu del manto della Madonna, integrandone la veste. È stato ripristinato il “globo cruci Signato”, sorretto dal bambino Gesù. Anche le tracce più antiche della mano sinistra della Madonna sono state integrate insieme al braccio destro. Sono state completate le parti mancanti delle aureole e integrata la mancanza dell’intonaco degli occhi della Madonna. Inoltre è stato riconfigurato il fondo del dipinto. I costi di restauro sono stati in parte sostenuti da un contributo della Banca di credito cooperativo San Michele di Caltanissetta e Pietraperzia, dalla Parrocchia e dai tanti devoti della Madonna della Cava.
Madonna Cava dopoIl Santuario sorge a 4 Km da Pietraperzia e trae le sue antiche origini dall’Effige miracolosa ivi venerata. Si tramanda che nell’anno 1223 un “muto” trapanese ebbe in sogno dalla Madonna l’indicazione del posto dove avrebbe ritrovato la sua immagine. Il muto venne a cercare nel luogo indicato e nel trovare l’affresco raffigurante la Madonna ottenne il miracolo della parola. La tradizione è documentata dal libro di frate Dionigi da Pietraperzia, minore riformato della Provincia di Val di Noto, pubblicato nel 1776 e che ha per titolo: “Relazione critico-storica della prodigiosa invenzione d’una immagine di Maria Santissima chiamata comunemente della Cava di Pietrapercia”. Dalle sue ricerche frate Dionigi deduce che la data del ritrovamento della sacra Immagine risale a prima dell’anno 1222, avendo trovato un rescritto del 1227 da cui si evince che la contrada e la collinetta dove oggi sorge il Santuario, in precedenza denominata “Runzi”, già nel 1222 veniva chiamata “Madonna della Cava”.
In seguito al rinvenimento, sul posto fu costruita una cappella con un cortile e delle cellette per gli “eremiti detti della Cava” e, successivamente, un convento per ospitare i Padri Agostiniani.
L’originaria cappella fu rifatta ed ampliata diverse volte. Nel 1687 i Padri Agostiniani abbandonarono il Santuario. Proprio in quell’anno fu deciso di prelevare l’Immagine e trasferirla in paese presso la chiesa del “reclusorio delle orfane” (Carmine), vicino al castello. La volontà della Vergine però non coincise con i progetti umani: quando la lettiga su cui era sistemata l’Effige, trainata da due mule, giunse nelle vicinanze del fonte canale, le mule si imbizzarrirono e la lettiga cadde a terra mandando in frantumi la sacra Immagine. Tutti i pezzi furono raccolti con la massima diligenza e ricomposti. La sacra Icona fu riportata a spalla al suo Santuario. Tale avvenimento incrementò la devozione del popolo verso la Madonna. Nell’anno 1721 furono portati a termine i lavori di ampliamento del Santuario: di quel periodo è la nomina della Madonna della Cava a Patrona principale della città.
Nel mese di maggio sono caratteristici i “Sabati”, pellegrinaggi organizzati dalle Associazioni dei Camionisti e dei Trattoristi, i quali con i propri mezzi di lavoro e si recano al Santuario coinvolgendo gran parte della popolazione . La festa principale della Madonna della Cava è celebrata nei giorni 14 e 15 agosto.

Giuseppe Rabita

Riprendiamo e pubblichiamo da Settegiorni degli Erei al Golfo