“Festa dell’Unità democratica” a Troina

Festa  Unità democratica TroinaTroina. Nell’ambito della “Festa dell’Unità democratica”, organizzata dai giovani del locale circolo “Vittorio Fiore” del Partito democratico, dedicata ad Enrico Berlinguer, che fu segretario del Partico comunista italiano dal 1972 al 1984, si è parlato naturalmente di Berlinguer. Ad animare la discussione su Berlinguer e il suo tempo sono stati i giovani democratici Francesca Fusto, Silvana Baudo, Maurizio Castano, Giovanni Ruberto, Fabio Palmigiano e Stefano Giambirtone sotto forma di intervista a Vito Lo Monaco, presidente del Centro di studi e iniziative culturali “Pio La Torre”, e a Silvano Privitera, che dal 1984 al 1991 fu segretario del Pci di Troina e del Pds dal 1991 al 1998, dopo lo scioglimento del Pci e la nascita del Pds. Vito Lo Monaco negli ’70 ed ’80 ricoprì importanti incarichi nella direzione regionale siciliana del Pci, diresse le federazioni provinciali del Pci di Caltanissetta e Siracusa per assumere dopo la presidenza regionale siciliana della Confederazione Italiana degli agricoltori. Prima di iniziare con l’intervista, Stefano Giambirtone ha descritto il commovente incontro che i giovani democratici troinesi hanno avuto con Nino Campione, un anziano militante troinese del Pci. Gli argomenti di cui hanno parlato i giovani democratici con i loro due interlocutori sono stati quelli che hanno caratterizzato la politica perseguita da Enrico Berlinguer: il compromesso storico, la questione morale, la ricerca di un terza via diversa da quelle della socialdemocrazia dell’Europa occidentale del socialismo reale dei paesi dell’Europa orientale del blocco sovietico, il riconoscimento della democrazia come valore universale. Le domande prevalenti sono state quelle sul compromesso storico, che Berlinguer intendeva come l’incontro tra le tre grandi componenti delle società italiana di allora: cattolica, comunista e laico socialista per avviare una profonda trasformazione della società italiana, allargare la basi dello stato ed avviare un nuovo modello di sviluppo basato su un uso più razionale ed egualitario delle risorse. Alla politica del compromesso storico di Berlinguer faceva da pendant quello del prestigioso leader della Democrazia cristiana, Aldo Moro, che parlava di una terza fase nella storia della Repubblica Italiana, dopo quelle dei governi centristi e di centrosinistra. La terza fase di Moro prevedeva una partecipazione del Pci al governo dell’Italia, ma l’avvio di questa fase in un modo diviso in blocchi contrapposti non fu possibile. Moro fu rapito il 16 marzo del 1978 ed ucciso il 9 maggio dello stesso anno dalle Brigate Rosse.




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