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Catenanuova, toponomastica con doppia denominazione a vie e piazze, disagi per residenti e normativa disattesa

Catenanuova, definita “la città delle piazze e dei busti marmorei”, ed in verità, fra cultura e storia ne sono state inaugurate diverse, talune senza il rispetto di specifiche normative che fanno testo all’art.1 L.23/06/1927 n°1188 che recita: “l’attribuzione di denominazione a nuove strade e piazze da parte dei comuni è subordinata all’autorizzazione del prefetto. A farlo rilevare, è il comandante della Polizia municipale, Gaetano Indelicato, che carte alla mano parla anche degli art.2-5-6: “nessuna strada o piazza può essere intestata a persona che non sia deceduta da almeno dieci anni.
VIA ALDO MORO
Per dare una nuova denominazione a vie e piazze preesistenti, occorre il parere della Deputazione di Storia Patria oppure della Società storica del luogo e l’approvazione della Soprintendenza beni culturali”. Queste sono le linee guida – afferma Indelicato – e dalla visura complessiva degli atti, sta emergendo che tale regola spesso non è stata rispettata. Parliamo del deliberato di giunta municipale n°9 del febbraio 2011 con cui Piazza Municipio diventa Piazza Aldo Moro, quando già esiste una via denominata “Aldo Moro”. Altro atto di G.M n°103 del settembre 2011, in cui Piazza Martiri della Libertà diventa ”Piazza Vincenzo Di Benedetto”. Con delibera n°15 del febbraio 2012 , nasce la via Rosario Livatino, ma è già esistente la piazza Rosario Livatino. Con atto di G.M n°102 del settembre 2012, nasce la via Maria Alfina Procaccianti, scomparsa, qualche mese prima, il 22 gennaio 2012, ed in questo caso dal gennaio 1993, al Prefetto è demandata la facoltà di autorizzare l’intitolazione di luoghi e monumenti a persone decedute da meno di 10 anni.
PIAZZA ALDO MORO
Con atto di giunta municipale n°96 del 15/10/2013, invece, piazza Andrea Riggio diventa piazza baronessa Anna Maria Statella (Atto d’indirizzo), fondatori di Catenanuova. L’intera piazza, con delibera di giunta n°30 del marzo 2013 è stata individuata dalla Protezione civile, come area di emergenza e di attesa. Nel tempo anche la piazza Marconi ha perso dei pezzi, una porzione di essa è diventata piazza San Pio da Pietrelcina, quindi due piazze in una. Iniziative apprezzabili di un percorso storico-religioso dell’amministrazione Biondi, che però non ha tenuto conto della confusione generata nei residenti costretti ad aggiornare i propri documenti e a volte disatteso la normativa in materia che necessita una migliore esecutività.

Carmelo Di Marco





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