venerdì , Gennaio 22 2021

Catenanuova: si conclude la Sagra del grano 2014

tersicoreCatenanuova. Volata via fra l’entusiasmo generale la prima giornata del Memorial Turi Miritello e la IX Sagra del grano. L’atmosfera, quella giusta, gran caldo e folklore, ringraziamenti ai tanti volontari che hanno voluto contribuire alla riuscita di questa sagra paesana che, voglio ricordarlo, non si avvale di contributo amministrativo, ma piuttosto di un insieme di forze sane impegnate nell’associazione no profit “Terra Nostra”, che vuole ricordare Turi Miritello, un padre e nonno che ha lasciato in eredità ai figli il culto dell’agricoltura che attraverso l’evoluzione dei tempi, continua attraverso l’oggettistica a dare l’immagine di un periodo non dimenticato, di fame, sacrifici e patimenti. Sono i vari Miritello la nuova generazione, supportati da Antonella Passero, da Corrado Licari, Giuseppe Pappalardo, Viola La Spina, Lino Guagliardo, che assieme a tanti cittadini danno il proprio contributo fisico alla buona riuscita, ed allora il via anche all’apertura della rassegna, una manifestazione alquanto sobria, con il taglio del nastro augurale da parte del primo cittadino Aldo Biondi, che bisogna evidenziarlo, ha voluto adottare la sagra, in prima persona, anche perchè le origini dei catenanuovesi hanno la stessa matrice, quella agreste. Per Biondi è stato facile mettere sul campo di battaglia, in questo caso la Pisera di Piazza Marconi, la propria figura di uomo legato all’agricoltura che, imbraccia il classico forcone e inizia a “spagliare”. Biondi è fatto così e le sue performances lo dipingono sempre un personaggio eclettico. D’invidiabile bellezza il corteo, con i costumi del tempo (1733) indossati della baronessa Anna Maria Statella, fondatrice di Catenanuova e dal proprio seguito. E poi l’esibizione di cavalieri con cavalli di razza sul terreno del Di Benedetto. La danza della scuola di ballo “Tersicore” con due sublimi interpreti, Salvatore e Giuliana (nella foto), per chiudere alla mezzanotte con la musica della locale “Odissea”. Una festa di popolo dunque, che necessita di alcune correzioni ma che si appresta a diventare un riferimento sul territorio.

Carmelo Di Marco





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