martedì , Luglio 27 2021

Diga di Pietrarossa, si parla di una ripresa dei lavori, bloccati dal 1993

Invaso_PietrarossaSi torna a parlare del possibile completamento della diga di Pietrarossa, tra Aidone, Ramacca e Mineo, i cui lavori furono sospesi prima nel 1993 e poi in maniera quasi definitiva nel 1997 perché nel corso dei lavori fu scoperta una fattoria di età proto imperiale, dove la carovane romane nell’attraversare il centro Sicilia effettuavano delle pause. I lavori di questo invaso artificiale iniziarono nel 1980, sono stati già spesi 138 miliardi delle vecchie lire e l’invaso è completo per quasi il 95 per cento e per il suo completamento mancano 30 milioni di euro e i lavori potrebbero essere completati entro due anni dall’inizio dei lavori. A dare la possibilità di un suo completamento è stato lo stesso assessore regionale all’agricoltura Ezechia Paolo Reale, il quale ha dato l’incarico al commissario straordinario dei consorzi di bonifica per la Sicilia Orientale, Francesco Petralia, che dovrà cercare delle soluzioni sia dal punto di vista tecnico sia dal punto di vista economico per sbloccare la situazione e, quindi, creare le condizioni affinchè questo invaso artificiale possa essere completato e metterlo a disposizione degli agricoltori della zona che potrebbero migliorare la qualità delle loro produzioni potendo avere delle risorse idriche notevoli. Intanto, così com’era prevedibile il dottor Francesco Petralia ha avviato dei rapporti sia con la Soprintendenza ai Beni Culturali di Enna e della regione sia anche con il Dipartimento Dighe del ministero delle Infrastrutture per affrontare nella sua interezza la questione e vedere se esistono possibili soluzioni che possono essere condivisi da tutti in modo da ottenere tutte le autorizzazioni possibili per potere dare il via ai lavori e poi trovare i soldi necessari per il completamento dell’opera. Il completamento dell’opera significherebbe avere la disponibilità di circa 35 milioni di metri cubi di acqua, mentre il suo volume medio si aggirerebbe intorno ai 16 milioni di metri cubi, un quantitativo di acqua che andrebbe a beneficio dell’agricoltura del centro Sicilia, che ne ha tanto bisogno perché ci sarebbe, come atto automatico, il miglioramento delle colture. Pare che per risolvere la situazione possa intervenire Agensud per un’eventuale disponibilità finanziaria per il completamento dell’opera.




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