mercoledì , Marzo 3 2021

Assoconsumatori: Sul deposito cauzionale e depurazione acque reflue

bolletta acqua“Ogni giorno che passa ci rendiamo conto che la provincia di Enna è sempre più una sorta di baronia dove le leggi, con una certa acquiescenza, sono applicate secondo le esigenze di pochi. Nel passato abbiamo sottolineato le illegittimità esistenti nella galassia ATO- rifiuti che iniziano ad emergere in tutta la loro gravità con un buco attualmente conclamato di oltre 250 milioni, noi supponiamo molti di più” cos’ esordisce Pippo Bruno di Assoconsumatori, che continua: “Ma non solo l’ATO rifiuti mostra enormi crepe, anche l’ATO-idrico evidenzia certe incongruenze. Dalla stampa apprendiamo che Acquaenna ritiene che non abbiano diritto al rimborso del canone di depurazione gli utenti che antecedentemente alla sentenza della Corte Costituzionale non avessero formalizzato regolare richiesta, quindi, quasi nessuno. Mentre per il periodo successivo al 2008 non sarà necessario presentare istanza. Come ben notate due tipologie di cittadini: chi ha fatto richiesta e chi no, ma la legge non è uguale per tutti? Come poteva far istanza il cittadino se non conosceva lo stato di funzionamento del depuratore di competenza? Sorgono spontanee le domande:
· il gestore ha messo a disposizione dell’autorità d’ambito il periodo in cui è stata corrisposta indebitamente la quota di tariffa del depuratore?
· Sono stati redatti gli elenchi degli utenti allacciati alla pubblica fognatura divisi per: Utenti serviti da impianti funzionanti; utenti non serviti di impianti di depurazione per cui è in atto attività di progettazione; utenti non serviti per impianti temporaneamente non attivi per manutenzione; utenti non serviti da impianti di depurazione per i quali non è in corso nessuna attività di progettazione?
Non essendoci tali elenchi a disposizione dei cittadini, questi non potevano sapere dello stato di sussistenza del servizio per il quale è stato incassato un tributo a fronte di una mancanza di servizio che con molta chiarezza la sentenza della Corte Costituzionale 335/08 dichiarava la illegittimità dell’art.14 c.1 legge n.36/94 e, quindi, del tributo non dovuto.
Noi come associazione di cittadini riteniamo che il mancato funzionamento del depuratore determina il diritto alla restituzione delle somme impropriamente introitate e qualora fosse necessario possiamo produrre copiosa giurisprudenza che dimostra la bontà delle nostre affermazioni”.