mercoledì , Luglio 28 2021

Ex direttore ufficio Postale di Valguarnera faceva affluire il denaro dei risparmiatori sui suoi conti, agli arresti domiciliari, truffa di 2.500.000€

SAMMARCO SalvatoreIeri a Termini Imerese (PA), i Carabinieri della Stazione Carabinieri di Valguarnera e della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Enna, hanno notificato a Salvatore Sammarco, classe 1968, già direttore dell’Ufficio Postale di Valguarnera, l’ordinanza di applicazione di Misura Cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Tribunale del Riesame di Caltanissetta, diventata esecutiva a seguito della sentenza della Corte Suprema di Cassazione, perché ritenuto responsabile di peculato, truffa aggravata, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici e uso abusivo di sigilli, nell’ambito degli investimenti di risparmi dei clienti di Poste Italiane, che fraudolentemente proponeva inesistenti per poi far affluire il denaro sui suoi conti.
Le indagini, dirette dal P.M. dott. Francesco Rio sono scaturite da una segnalazione dell’Ufficio Tutela Aziendale Fraud Management di Poste Italiane, deputato agli accertamenti ispettivi in merito ad eventi di natura illecita o sospetta tale, che nell’aprile 2013 comunicava l’esistenza di attività fraudolenta presso l’ufficio Postale di Valguarnera, consistente nella simulazione di sottoscrizione di prodotti di investimento e conseguenti attività illecite su altri prodotti finanziari, nel caso in specie tutti riferiti al “fondo bancoposta Replay 12 mesi”. Le prime investigazioni, sviluppate in sinergia dall’Arma di Valguarnera e dalla Sezione di P.G. presso la Procura, armonizzate dal Capitano Rosario Scotto di Carlo, Comandante della Compagnia Carabinieri di Piazza Armerina, hanno messo in luce che dal 2008 al 31 dicembre 2013, l’ex direttore Sammarco, anche in periodi successivi alle sue dimissioni, aveva architettato e portato a termine, con artifizi e raggiri, una maxi truffa ai danni dei risparmiatori, per lo più persone anziane, che affidavano i loro soldi all’Azienda per investirli produttivamente.
In particolare, l’ex Manager, approfittando della fiducia che ingenerava nei clienti, consegnava loro dei moduli di sottoscrizione fondi apparentemente autentici che, proprio perché muniti di timbro dell’ufficio postale e firmati dallo stesso indagato, ingeneravano nelle vittime la convinzione della regolare esecuzione dell’investimento. Quindi, poco dopo avere incassato le somme, creando falsi libretti di risparmio stornava le cifre su conti correnti nella sua disponibilità, accesi presso alcuni istituti bancari, prelevando, conseguentemente, il denaro in contanti facendone sparire le tracce.
L’attività ha messo in evidenza che Sammarco, nel quinquennio, aveva messo a segno ben 33 colpi, per un ammontare totale di €. 2.500.000, 00 (duemilioni e cinquecento mila euro).
Il Pubblico Ministero titolare delle indagini, Dott. Francesco Rio, in sede di richiesta di misura cautelare ha contestato a Salvatore Sammarco ben 56 capi di imputazione per i reati sopra enunciati, per i quali, prima il Tribunale del Riesame di Caltanissetta e poi la Corte Suprema di Cassazione, hanno ritenuto giustificata l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, considerata assolutamente idonea.
Salvatore Sammarco è perciò stato tradotto presso la propria abitazione a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, con il divieto di comunicare con qualsiasi mezzo ed incontrarsi con persone diverse da quelle che con lui convivono abitualmente.
Sono in corso approfondite indagini al fine di tracciare i movimenti di denaro effettuati dall’arrestato.