martedì , Gennaio 19 2021

Rifiuti, l’allarme igienico sanitario torna ad interessare Agira

rifiutiAgira. Punto e a capo. L’allarme igienico sanitario torna ad interessare Agira, la coperta continua ad essere troppo corta e da diversi giorni ormai la cittadina ennese è stracolma di spazzatura.
I rifiuti sono nuovamente in ogni dove, i cani se la ridono e nel frattempo gli operatori ecologici attendono risposte da Comune e Ato Enna Euno in merito ai loro stipendi. «Non è possibile – ci dicono – che ogni mese si debba andare incontro alla stessa storia: con la somma che il Comune invia all’Ato non riescono evidentemente a pagarci per intero, siamo così costretti a prendere le nostre mensilità metà alla volta, come dobbiamo fare per risolvere la questione? Da un paio di giorni siamo in Comune ma non ci riceve nessuno».
Gli operatori ecologici del cantiere di Agira ci comunicano inoltre che fino a lunedì 23 febbraio lavoreranno 3 ore al giorno per dare spazio, nelle altre 2 ore, all’assemblea sindacale. Orari di lavoro che non saranno però sicuramente sufficienti per eliminare l’emergenza in questo week-end vista la quantità di rifiuti che si è accumulata in questi giorni.
Nel frattempo, interviene sulla questione anche il circolo locale di Legambiente Protezione civile “Filippo Salimeni” presieduto da Mariano Mazzocca, che ha scritto una lettera ufficiale al Comune, indirizzandola al sindaco, all’Utc e al Comando dei vigili urbani: «A seguito di numerose segnalazioni da parte dei cittadini di contrada Urselluzzo – recita la missiva di Mazzocca – si vuole segnalare con la presente che da venerdì 6 febbraio 2015, nella via Fontana Maimone (contrada Urselluzzo), non vengono raccolti i rifiuti. Nelle zone limitrofe ai cassonetti si formano così delle piccole discariche, anche grazie ai cani randagi, che portano nelle aree vicine i vari sacchetti creando uno stato di degrado in tutta la zona. Vogliamo infine ricordare che tale strada è frequentata da numerosi ragazzi che utilizzano la palestra comunale di contrada Urselluzzo».

Emanuele Parisi





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