mercoledì , Marzo 3 2021

Cgil. Disastro strade interne della Sicilia e in provincia Enna chiuse 40 strade su 120

villarosa manifestazione ponte 5 archi foto iannuso (3)E’ crollato l’ennesimo ponte….. E’ crollato, metaforicamente parlando, il collegamento tra diversi punti nevralgici della Sicilia …è crollato il collegamento tra grandi centri quali Catania, Enna, Caltanissetta, Palermo.
E’ crollato ancora una volta il punto di sviluppo e di collegamento strategico per la nostra terra – dichiara il Segretario Generale della Fillea Cgil di Enna Alfredo Schilirò..
Conoscendo i tempi del made in Sicily burocratico nostrano, viene inferto un ulteriore duro colpo di grazia alla già fragile economia della nostra Isola.
Ma in provincia di Enna – aggiunge Schilirò – ogni tre giorni, ogni settimana a scadenza programmata per così dire…. crollano viadotti, strade, fondamentali arterie di collegamento, si sbriciolano muri di contenimento, si piegano ponti.
Ma nonostante tutto non viene avviato un nuovo cantiere, non viene programmata una nuova infrastruttura anzi i fondi stanziati per le infrastrutture già programmate come già accaduto per la Nord Sud vengono rimpinguate per altro.
E’ stata disposta la chiusura al traffico veicolare dell’autostrada A 19 ma in provincia di Enna il “progresso dei tempi” fa si che vengono chiuse costantemente diverse strade: qualche mese fa le strade chiuse erano “solamente” 40 su 120, oggi il numero delle strade chiese al traffico veicolare è cresciuto.
Come per la A19 non si sa di chi è la responsabilità, è un continuo tira e molla di competenze, di colpe, di accuse reciproche tra la Regione Sicilia, l’ANAS, il Ministero alle Infrastrutture.
Ma senza un risultato concreto, senza una soluzione al problema della viabilità, senza concedere una via d’uscita alla crisi di questo territorio.

Alfredo Schilirò
Alfredo Schilirò
Mi chiedo – continua il Segretario degli edili della Cgil Schilirò (nella foto) – chi pagherà per questi disastri? – Pagheranno sicuramente in tanti!!!… – pagheranno tutti i cittadini, pagheranno tutti gli studenti pendolari che ogni mattina devono recarsi presso le scuole, pagheranno tutti gli autisti delle corriere (Sais, Interbus, Società autolinee private varie ecc.) che ogni giorno si avventurano guidando sulle “mulattiere” che collegano i nostri comuni mettendo a rischio la propria incolumità e l’incolumità dei viaggiatori; pagheranno gli autisti dei camion merci che percorrono le strade siciliane e le strade della provincia di Enna, pagheranno gli operai edili disoccupati da diversi anni e che non riescono a trovare lavoro perché non si ristruttura, non si consolida l’esistente.
E’ il momento però, che una volta per tutte, la situazione cambi: è opportuno che paghino per le proprie colpe, per le proprie negligenze, chi ha delle responsabilità chi ha dei doveri istituzionali e non è stato all’altezza del compito affidatogli perché come dispone la Nostra Costituzione Repubblicana, i cittadini a cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore.
Solo in questo modo l’Italia potrà diventare un paese moderno, civile e democratico.
Il nostro – continua Schilirò – è l’ennesimo grido d’allarme per denunciare a tutte le istituzioni lo stato di degrado in cui versa questo territorio. Chiediamo al Governo non solo di proclamare slogan da reclam elettorale ma chiediamo, una volta per tutte che convochi dei tavoli tecnici per risolvere i problemi di infrastrutturazione e messa in sicurezza del territorio
A nostro parere – conclude Schilirò – è opportuno che si abbandonino le politiche delle grandi infrastrutture dove vengono realizzati grandi ponti, enormi gallerie ma si investa sulle piccole cose come la messa in sicurezza del territorio, come il consolidamento delle strade secondarie che collegano i piccoli centri storici, si investa sulla manutenzione delle autostrade esistenti consentendo atresì lo sblocco occupazionale in edilizia sia per le imprese edili locali sia per i lavoratori edili.
Tutte idee studiate, elaborate e proposte dalla CGIL attraverso il Piano del Lavoro del 2013.


Foto ponte Cinque Archi a cura di Giuseppe Innuso