sabato , Gennaio 23 2021

Calascibetta: mamma di cinque figli colpita a casa da un fulmine, viva per miracolo

suicidio temporale fulmineCalascibetta. Si sentiva sicura tra le sue mura domestiche, ma all’improvviso, mentre era al telefono, è stata colpita dalla scarica elettrica di un fulmine. Poteva essere una tragedia, ma la donna, residente a Calascibetta, sposata, mamma di cinque figli, è riuscita a cavarsela con qualche bruciatura sul corpo e il danneggiamento di un timpano. Domenica scorsa in provincia di Enna ripiomba l’inverno: tuoni, filmini, pioggia incessante, le strade di Calascibetta si trasformano in fiumi, ma è Intorno alle 14 che si sfiora la tragedia. Un fulmine colpisce l’abitazione della donna, in contrada San Leonardo, le tegole vengono divelte, il cavo del telefono diventa un perfetto conduttore. In casa la donna colloquia al telefono con una delle sorelle quando viene colpita da una scarica elettrica e sbalzata per terra. Anche uno dei figli viene colpito dalla potenza del lampo ma interviene per primo in soccorso della madre. Si teme il peggio, la preoccupazione è tanta tra i familiari, vengono chiamati i soccorsi, l’ambulanza giunge sul posto e trasporta la sessantenne al nosocomio di Enna dove i sanitari si adoperano subito. La donna viene sottoposta ad una serie di esami medici, presenta segni di bruciature sulla schiena e sul braccio, problemi anche al timpano che le verrà ricostruito tra qualche settimana. Non vengono riscontrate altre criticità, è viva per miracolo, ma la triste avventura potrà raccontarla. Per lei, il 17 maggio del 2015 sarà un giorno che difficilmente potrà dimenticare. Ai familiari ha spiegato che immediatamente dopo essere stata colpita dalla scarica elettrica non riusciva a parlare, ma era lucida. I particolari della notizia si sono appresi solamente nel pomeriggio di ieri e a qualcuno sono venuti subito in mente i tristi ricordi degli anni 80’ quando un fulmine colpì gli studi della RC1, una delle emittenti radiofoniche tra le più ascoltate della provincia di Enna, decretandone la fine. I danni furono incendi, solo per miracolo non ci furono vittime. Chi era all’interno degli studi, ancora oggi ricorda quei momenti terribili: il bagliore seguito da un boato, poi il buio. In un attimo i sacrifici di tanti anni andarono in fumo. In alcuni casi, però, la forza sprigionata dalla natura ha causato lutti. È successo circa vent’anni fa, ma Calascibetta ricorda ancora l’operaio delle forestale ucciso da un fulmine.

Francesco Librizzi





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