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Catenanuova. Parte la raccolta firme per la rescissione convenzione con AcquaEnna

Catenanuova. Conferenza per Acqua Pubblica, con l’assenza dei sindaci del comprensorio, rappresentanti dei cittadini ennesi e nello stesso tempo soci di quell’Ato, accusato di cattiva gestione. Guidati dal leader Carlo Garofalo, assieme ai rappresentanti dei vari comuni, Pruiti, Di Marco, Lupo, Murgano, Plumari, Guagliardo, Zampino, Lipari, Sportaro, che in conferenza, hanno sollecitato una petizione con 10mila firme fra i cittadini per “richiesta di risoluzione contratto con la società Acquaenna ai sensi dell’Art 19 del contratto di affidamento (42 articoli) aggiudicato dalla società nel 2004”.La volontà di rescissione, nasce dalla logica esplicativa di questo art 19 che recita: “per le immobilizzazioni materiali e immateriali affidate al gestore… questo è tenuto a versare all’Ato un canone di concessione, ed in assenza, pena la risoluzione immediata della convenzione secondo il successivo art.38”. Particolare illegale-affermano i rappresentanti dei comitati – riguarda appunto il contenuto di un verbale di assemblea dei sindaci del 2 aprile 2015, dove si propone un “piano di rientro canone gestione non versato”, che nel successivo verbale del 7 aprile verrà quantificato nel totale di 1.800.000 (unmilioneottocentomila) per gli ultimi 3 anni.
catenanuova comitato acqua
Ogni atto in sanatoria, di formulare un piano di rientro -scrivono i rappresentanti dei comitati- è palesemente illegale poichè l’inadempienza viola la Convenzione, che già prevede la risoluzione immediata dell’affidamento secondo l’art. 340 delle legge 2248/1865. Santo Zampino, ex commissario regionale liquidatore: “un commissario liquidatore, secondo il codice civile è equiparato agli amministratori solo per obblighi e responsabilità e può provvedere ad atti necessari alla eventuale liquidazione, oppure chiederne il fallimento, verificare la sussistenza dei presupposti per un concordato preventivo. Se gli adempimenti previsti non sono stati effettuati può rischiare la cancellazione degli elenchi regionali”. Assieme alle inadempienze di cui art 19, la firma sulla petizione, vuole essere anche denuncia del mancato raggiungimento degli obiettivi negli investimenti da realizzare, la mancata efficienza nell’erogazione idrica, la riconsegna ai comuni di condotte ed impianti e l’acquisizione di documenti di regolarità contributiva e fiscale ed in assenza, la richiesta di blocco a garanzia della fidejussione prestata. L’iter di raccolta inizia il 16/17 giugno per terminare il 31 luglio 2015.

Carmelo Di Marco





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