lunedì , Gennaio 18 2021

Sentenza Tar Friuli Venezia Giulia fornisce spiragli per riapertura ufficio postali di Villapriolo

villapriolo protesta ufficio postaleLa recente sentenza n. 332 del 15 luglio del Tar del Friuli Venezia Giulia potrebbe forse far aprire uno spiraglio di speranza per la riapertura dell’ufficio postale di Villapriolo, chiuso dal 23 dicembre 2012. E’ una sentenza di grande importanza che potrebbe spalancare nuovi scenari, in quanto accoglie il ricorso proposto dal comune di Buja (Ud), annullando i provvedimenti con i quali Poste Italiane Spa aveva chiuso gli uffici postali ubicati in due frazioni. Dalla lettura della sentenza emerge con chiarezza inequivocabile come i giudici friulani abbiano affermato che “l’esigenza di risparmiare può essere un fattore di valutazione da parte di Poste Italiane ma non può prevalere sull’interesse pubblico allo svolgimento corretto del servizio universale e va rapportata alla situazione geografica e orografica dei singoli territori. Non possono neanche essere eluse le eventuali proposte alternative presentate dai Comuni, che possono essere bypassate solo con una congrua motivazione”. A questo punto, secondo un nostro modesto parere, questa sentenza apre le porte ad una riconsiderazione da parte dell’Amministrazione comunale per valutare, con qualche legale di fiducia del Comune, l’avvio di una identica procedura anche perché, seppur la decisione delle Poste Italiane di chiudere l’ufficio postale della frazione di Villapriolo è perfettamente in linea con l’ormai conclamata sopraffazione della finanza e dell’economia sul primato della politica, l’ente comune, unico baluardo rimasto sul territorio, deve assolvere – in primis- alla difesa dei diritti dei cittadini, specialmente di quelli più a rischio di emarginazione sociale. “Il Comune –si legge ancora nella sentenza- quale espressione della collettività, ha un evidente interesse che il servizio postale venga svolto nell’intero territorio comunale in modo consono alle esigenze dei cittadini”. Si legge anche: “Non si può dubitare che le Poste Italiane, ancorché formalmente una s.p.a., esercitano un servizio di pubblico interesse e per tale ragione sono controllate dallo Stato, per cui gli atti posti in essere da tale ente vanno considerati atti amministrativi e quindi impugnabili dianzi al giudice amministrativo”. Vogliamo ricordare che nel corso delle tante manifestazioni di protesta per la chiusura dell’ufficio postale di tre anni fa da parte dell’intera comunità di Villapriolo, in occasione di un coniglio comunale abbastanza movimentato, l’assise aveva preso l’impegno, con un documento approvato all’unanimità, che il comune era disposto a mettere a disposizione di Poste Italiane locali propri o, in alternativa, pagare l’affitto; vi era allo studio anche la possibilità di affidare la tesoreria comunale. Ma non ci fu nulla da fare. Intanto gli abitanti della frazione che vogliono continuare a vivere e andare avanti dignitosamente con le loro modeste attività agricole e artigianali, da qualche anno stanno vivendo le pene dell’inferno, specialmente gli anziani, in quanto la località non è ben servita dai mezzi pubblici per cui trovano enorme difficoltà a recarsi dell’ufficio postale di Villarosa.

Giacomo Lisacchi







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