Ospedale Leonforte: In 3mila a difesa dell’FBC. Video fischi per gli on.li Alloro e Lantieri

Manifestazione pro ospedale leonforte- 5novembre2015 (48)Leonforte. Massiccia e fervente la partecipazione dei cittadini alla manifestazione di stamane a difesa dell’Ospedale FBC. Circa 3mila i presenti tra: studenti di ogni ordine e grado, associazioni, comitati cittadini, rappresentanti istituzionali di dodici comuni dell’ennese e del nisseno (Leonforte, Assoro, Nissoria, Catenanuova, Gagliano, Piazza Armerina, Troina, Aidone, Barrafranca e Agira, Niscemi, Mazzarino), e semplici cittadini che sono scesi in piazza per dire ancora una volta no, al depotenziamento della struttura ospedaliera. Raggruppatisi davanti al Municipio, i manifestanti hanno sfilato lungo il corso Umberto sino a raggiungere l’Ospedale. Lì, nello spiazzale, ha aperto gli interventi il coordinatore del Comitato Pro Salute, Angelo Cremona, che ha detto “Oggi non deve essere una passerella. Noi siamo stati figli di un Dio minore finora. Ma adesso siamo qui per chiedere verità e giustizia e che si applichi, come nel resto d’Italia, il decreto Balduzzi”. A seguire l’intervento di Angelo Sanfilippo, portavoce della Federazione degli Studenti di Leonforte che ha avuto un ruolo fondamentale nell’organizzazione della manifestazione. Massimo Di Seri e Rosa Rovetto si sono invece espressi per conto del Comitato Pro Chiello di Piazza Armerina. “Siamo qui per ricambiare quello che la vostra città ha fatto il 30 ottobre da noi. Questa manifestazione non ha il senso di una sfilata o della conta numerica ma è sintomo che i cittadini sono stanchi nel vedersi sottratto il diritto alla salute” ha detto Di Seri. Mentre la Rovetto  si è soffermata sul ruolo del politico nei confronti del cittadino e di quanto quest’ultimo sia importante nel determinare il cambiamento decidendo cosa fare della propria tessera elettorale. Il Sindaco di Agira ha detto che chiederà, a livello nazionale, una verifica sull’applicazione del decreto Balduzzi.
Quando la parola è passata ai due deputati regionali presenti, gli animi dei manifestanti si sono particolarmente surriscaldati determinando più interruzioni. L’on. Mario Alloro è stato più volte superato, nel suo discorso, da fischi e precisi interventi di alcuni dimostranti. A far infuriare i cittadini,sono state alcune affermazioni dell’Onorevole quali “L’impegno, il governo regionale lo ha già assunto e lo ha assunto al consiglio comunale di Leonforte così come al cc di Piazza Armerina, l’impegno cioè, che i due presidi non devono chiudere”. “ Il problema è di natura tecnica” ha proseguito Alloro “Perché quando qui si dice dobbiamo applicare il decreto Balduzzi, se noi lo applichiamo pedissequamente, questo prevede la soppressione di due presidi, quello di Leonforte e quello di Piazza Armerina”.

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E ancora “Quello che è stato fatto è una cosa diversa; è stato, da parte della Commissione, previsto l’accorpamento con gli ospedali riuniti: Enna con Piazza Armerina e Leonforte con Nicosia. Questo ci contente a noi, di poter mantenere aperte le strutture”. In ultimo “L’unica cosa che noi abbiamo a garanzia è che la Commissione Sanità ha approvato una risoluzione, poi fatta propria con una delibera di giunta di governo, che tutti gli atti aziendali che vanno in contrasto con la rete ospedaliera devono ritornare in commissione sanità per avere il parere vincolante della stessa. Sarà quella la sede dove la deputazione di Enna dovrà battersi”. Il deputato ha poi espresso fiducia nel nuovo governo regionale, formatosi stanotte, auspicando una politica sanitaria diversa.

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Fischi e imprecazioni sono toccati anche all’On. Lantieri che più pacatamente ha detto “Non siamo venuti per fare passerella, siamo qui per garantire la nostra presenza per lavorare per l’ospedale di Leonforte, da parte nostra c’è stato sempre l’impegno. Il diritto alla salute è dettato dalla Costituzione. Siamo qua per una battaglia comune. Non possiamo essere maltrattati dalla Regione”. A chiudere, gli interventi di quasi tutti i sindaci presenti tra i quali quelli di Piazza Armerina e Leonforte che hanno sottolineato come la protesta riprenderà martedì prossimo, al Palazzo Ziino di Palermo, per proseguire ad oltranza sino a quando non si avranno certezze, anche a costo di incatenarsi e, se necessario, di mobilitare le popolazioni con delle occupazioni stradali.

Livia D’Alotto

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