Catenanuova: La legalità come cultura

Catenanuova. Un tavolo di lavoro di prim’ordine, quello organizzato per parlare di legalità nella sala convegni “Turi Salerno” del polivalente. Negli interventi di Sergio Lari, procuratore generale presso la corte d’appello di Caltanissetta, di Leonardo Guarnotta, già membro del Pool antimafia di Palermo, di Alfredo Morvillo, Procuratore Capo Tribunale Termini Imerese, un viaggio attraverso esperienze acquisite in tanti anni al servizio della legge, per la diffusione del senso di legalità, lasciando trasparire dalle loro parole, non trionfalismo, ma sicuramente, la senzazione che molte cose sono cambiate, in positivo in questi anni di lotta alla mafia, alla delinquenza comune, allo spaccio di droga, all’usura e tutto questo grazie alle innovazioni tecnologiche, ma in maniera importante, con il lavoro delle forze dell’ordine di ogni arma e di ogni grado, disposti a grandi sacrifici, sia d’impegno che di tempo, per raggiungere quei traguardi che ogni buon cittadino si aspetta.
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Abile come sempre, la moderazione nel dibattito del giornalista Guglielmo Troina, mentre il contributo del Prefetto di Enna Fernando Guida ha dato l’input all’incontro con una panoramica sul volume degli interventi eseguiti dalle forze dell’ordine sul territorio ennese, contribuendo a ridurre i fenomeni predatori sul territorio del 12%, mentre le rapine del 43%. A seguire, l’intervento del presidente dell’associazione Falcone-Borsellino di Prato, Enzo Picardi, che ha esortato un maggior impegno delle forze dell’ordine sul territorio, partendo dalla scuola, culla, assieme alle famiglie, del culto della Legalità, ricordando anche il commissario Beppe Montana. Per Leonardo Guarnotta, importante il futuro della lotta alla mafia, ma anche poter far tesoro delle esperienze passate proprie, come membro del pool antimafia di Palermo negli anni di piombo, prima con Rocco Chinnici e dopo con Caponnetto, ricordando le stragi, i primi contatti con i pentiti, le prime sentenze, le condanne.

Per il procuratore di Caltanissetta Sergio Lari: “Catenanuova per me ha un alto valore simbolico, poichè dopo il mio insediamento, nell’aprile del 2008, subito dopo, a luglio, ho dovuto registrare un fatto eclatante, “la strage di Catenanuova”, con un morto e diversi feriti. Uno studio sul pregresso mi ha consentito di avere una panoramica più ampia sul territorio e su Catenanuova, ma oggi posso serenamente affermare che, a questa piccola cittadina, con il contributo delle forze dell’ordine, della procura, ma anche dei catenanuovesi, può essere restituita quella dignità che è anche riconquista di quei valori importanti che la gente comune ha desiderato da sempre. Quattro indagini della procura, nel mio mandato di questi ultimi anni, hanno sicuramente contribuito alla “bonifica” di questo territorio che lascia ben sperare. Catenanuova dunque, cittadina fra fortuna e sfortuna, fortunata perchè in una posizione logistica privilegiata, ma sfortunata perchè crocevia di due province, quella ennese e catanese, in cui le contrapposizioni mafiose sono state sempre rilevanti”. Dal procuratore Capo Tribunale Termini Imerese Alfredo Morvillo: “Noi viviamo in un paese in cui la cultura della legalità è davvero un grosso problema, poichè la corruzione in questi ultimi anni ha dilagato e di questi fatti spesso veniamo a conoscenza dai mass-media, con notizie sulle indagini in corso che ovviamente pregiudicano il nostro lavoro.

Oggi c’è la necessità di tornare alla cultura della legalità, ognuno per il ruolo che ricopre e questo non riguarda solo la Sicilia, ma l’intero paese. Se si chiede un bilancio sulla lotta alla crimininalità- ha sottolineato ancora Morvillo- possiamo fare i conti anche sul nostro vissuto, dalla metà degli anni ‘70 sino ad oggi e possiamo affermare che negli anni è stata raggiunta una forte positività ed i livelli di repressione hanno toccato vertici mai visti prima ed i risultati acquisiti, riscuotono oggi gli apprezzamenti anche all’estero, risultati che sono agli occhi di tutti. Apprezzabile il coinvolgimento dell’associazionismo culturale e sociale per diffondere la cultura della legalità, così come nelle scuole, dove le insegnanti fin dalle secondarie e primarie, parlano ai bambini del significato della “legalità”. Sta cambiando anche il modo di rapportarsi con la politica ed i politici, non più “in condizione” di offrire posti di lavoro in cambio del voto, un fenomeno che ha vilipeso da sempre la dignità di tanti giovani. Insomma -ha concluso Morvillo- siamo sulla buona strada per rendere giustizia al cittadino onesto, a cui è importante chiedere di essere vicini alle istituzioni”. A margine dell’incontro i messaggi delle diverse associazioni presenti sul territorio catenanuovese, ed i saluti del parroco di Catenanuova Nicola Ilardo e del Vescovo di Nicosia Salvatore Muratore, riportati dal portavoce di “Rinascita” Pietro Scravaglieri.

Carmelo Di Marco

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redazione-vivienna