sabato , Aprile 17 2021

Nicosia in un film. La storia della vita di S. Felice commuove e unisce un paese

beatofeliceNicosia. Venerdì 15 è stata proiettata la prima nazionale del film liberamente ispirato alla vita di S. Felice da Nicosia, “Un Santo senza parole” al cinema comunale Cannata di Nicosia; ma questo è già storia. Io ho avuto il piacere di gustarne la visione ieri sera in compagnia di molti compaesani commossi ed impazienti di ritrovarsi in quelle antiche stradine tracciate dal maestro, il regista Tony Gangitano.
E’ tangibile l’attesa e la curiosità che si respira nell’affollata sala del cine-teatro, oltre ad una evidente aspettativa che oscilla tra l’orgoglio e il campanilismo di un paesino dagli storici fasti del suo passato.
Perché oggi quello che è venuto fuori dal lavoro dell’equìpe cinematografica è il disegno di una straordinaria vita di servitù a Gesù e alla comunità del tempo, di un umile monaco fattosi servo dei poveri, rifugio dei ricchi e cuore di un convento; dando lustro ad un paese che già era alla conoscenza della Sicilia come centro nobiliare e commerciale, ma ancor più come paese natale di un santo straordinario nei gesti quotidiani e nell’esempio di virtù francescana.
Nicosia film vita S FeliceIl regista ha saputo bilanciare con sapiente maestria i miracoli del santo e il contesto storico/sociale del tempo in cui si presentavano; un paese restio ad accogliere le sue innegabili virtù, ma immediatamente fedele quando esse divennero molteplici e chiare. Miracoli su miracoli che resero il paese baronile epicentro di visite autorevoli, di studio dei fatti storici e di tanta curiosità.
Alla luce di questo evento credo si sia riscoperto il gusto dell’appartenenza ad una comunità fin troppe volte smembrata da fatti di diversa origine… e poco importa se il collante di questo sentimento è un “frestero” (forestiere), un professionista che si è adoprato a portare sugli schermi un personaggio storico oltre che sacro, a rappresentare un paese non suo col cuore oltre che con la critica osservazione di uno scenografo; perché il cuore si vede, si sente e si percepisce nelle facce all’uscita della proiezione.
I nicosiani, grati a questo omaggio, hanno risposto con la loro presenza numerosa e ancora continuano a farlo per i giorni in cui si proietterà il film, attraverso gruppi di visione organizzati.
Un prodotto ben fatto, sia all’occhio del fruitore/osservatore, sia all’animo del fedele che si emozione e si prospetta in un tempo passato dove le comunità erano davvero ‘comunità di individui l’uno a sostegno dell’altro’; un pensiero lascia il sapore dolce di un abbraccio, quello di S. Felice da Nicosia, ai nicosiani e alla Sicilia tutta.

Dina La Greca