Diana Bacosi, mamma-d’oro alle Olimpiadi di Rio de Janeiro, cittadina onoraria di Calascibetta

calascibetta Bacosi sindaco e presidente consiglioCalascibetta. Il sogno di un atleta è quello di salire sul gradino più alto del podio olimpico. Diana Bacosi, 33 anni, gareggia per l’Esercito, questa pagina storica l’ha scritta lo scorso mese conquistando, alla sua prima Olimpiade, “Rio de Janeiro 2016”, la medaglia d’oro nel Tiro a Volo, specialità Skeet. Una favola olimpica che ha emozionato ancor più gli sportivi di Calascibetta. La Bacosi infatti è legata al piccolo centro dell’Ennese in quanto sposata con lo xibetano Vincenzo Carroccio, sergente maggiore dell’Esercito. La cittadina xibetana, dove l’atleta sta trascorrendo qualche giorno di relax insieme al marito e al figlio Mattia di sette anni, ha pensato bene di festeggiarla. Luogo scelto per la cerimonia l’aula consiliare “Giuseppe D’Angelo” dove, giovedì scorso, le è stata conferita la Cittadinanza Onoraria per “fulgidi meriti sportivi”. Una serata memorabile per Calascibetta. La Bacosi è stata accolta da un lungo applauso. Tutti in piedi, politici e semplici cittadini, per omaggiarla. Tra i presenti in aula anche i genitori, mamma Tiziana e papà Stanislao, orgogliosissimi della figlia-campionessa. Il Civico consesso ha parlato di “orgoglio per il paese”, mentre il sindaco Piero Capizzi durante il suo appassionato discorso ha detto: “La grandezza di un atleta si vede nella naturalezza con cui vive il suo essere grande. In questo Diana Bacosi incarna in tutto e per tutto lo spirito olimpico”. Incontriamo la Bacosi anche nel giorno dell’intervista e le doti che ci colpiscono di lei sono, di fatto, la cordialità e la semplicità. Il tricolore che sventola all’ingresso e in altri angoli della villa, dove l’olimpionica soggiorna insieme alla famiglia, è l’omaggio che i suoceri Annie Rodelet e Carmelo Carroccio e le cognate Greta e Verdiana hanno riservato alla campionessa. Sul tavolo, prima dell’intervista, viene poggiata la medaglia d’oro. Il piccolo Mattia per qualche attimo la mette al collo e dice: “E’ molto bella”. La mamma-campionessa prima sorride, poi spiega: “Per me è stato un onore ricevere la cittadinanza onoraria. Appena mi è stata proposta sono rimasta senza parole. E’ stato senz’altro un avvenimento emozionante e gioioso”, aggiungendo: ”Dietro questa vittoria ci sono tanti sacrifici quotidiani, miei e della mia famiglia, ripagati pian piano con l’arrivo dei risultati. Sentire a Rio le note di Mameli è stata un’emozione indescrivibile, il cuore mi batteva forte. Non è facile -ha continuato la Bacosi- riuscire a conciliare il lavoro di mamma con quello di atleta, ma grazie all’aiuto dei nonni e di mio marito diventa meno faticoso”.

 

Si aspettava il gradino più alto del podio?

“Ero partita con la convinzione di salire sul podio, ma non immaginavo di poter vincere la medaglia d’oro. E’ capitato, meglio così”.

 

A parte il legame coniugale, come racconterebbe il suo rapporto con questo pezzo di territorio ennese, qual è Calascibetta?

“Sono innamorata di questo paesaggio. C’è un connubio natura-uomo straordinario. Aggiungo anche che i cittadini di Calascibetta si sono dimostrati da sempre molto calorosi. La prima volta che sono venuta a Calascibetta sono stata colpita nel vedere alcuni signori seduti davanti al bar- spiega con il sorriso sulle labbra- Erano lì a chiacchierare tra di loro, a guardare i passanti. Uno spaccato di società siciliana che mi porto dietro con affetto”.

 

Lei la medaglia d’oro l’ha dedicata a tutte le mamme d’Italia. Perché questo omaggio particolare?

“Perché le mamme, le donne fanno sacrifici per portare avanti la famiglia. Il lavoro quotidiano, soprattutto tra le mura domestiche, è faticoso, per fortuna ripagato da tanti piccoli gesti che compiono i figli e i mariti. La dedica è stata un modo per valorizzare ancor di più le donne”.

Come vede adesso il suo futuro?

“La mia vita, il mio quotidiano sarà assolutamente come prima. Non cambierà nulla”.

 

Prossimo obiettivo per Diana Bacosi?

“A breve ci saranno i campionati Italiani e non mi dispiacerebbe vincerli per la terza volta. Ma l’obiettivo principale sarà la conquista della coppa grande di cristallo, ovvero il Campionato del Mondo in programma a metà ottobre a Roma. É il titolo che mi manca”.

Francesco Librizzi

 

 

 

 

 

 

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