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Pietraperzia. Dottorato Olanda per Silvia Ingala per identificare la malattia di Alzheimer prima che la demenza insorga

Pietraperzia. Dottorato di ricerca in Olanda sull’Alzheimer per una giovane ragazza di Siracusa, genitori della provincia di Enna. Si tratta di Silvia Ingala, una giovane dottoressa laureata in Medicina in Lingua Inglese, con 110 e lode, all’Università degli studi di Pavia.

 

Chi è Silvia Ingala? “Sono una ragazza di 26 anni: mia madre, Maria Bonanno, è di Pietraperzia e mio padre, Giovanni Ingala, è di Barrafranca – paesi entrambi della provincia di Enna – e ho vissuto a Siracusa. Ho una passione per lo studio, lo sport, per le cose semplici della vita quotidiana quali la lettura e la poesia, e mi sono trovata a viaggiare un po’ per il mondo. Dapprima sono stata negli Stati Uniti d’America dove ho frequentato un anno di scuola superiore. Poi sono tornata in Italia, dove ho conseguito il diploma di maturità al liceo scientifico. Sono successivamente partita per Pavia per studiare Medicina e Chirurgia in lingua inglese e mi sono laureata, nel luglio 2015, con 110 e lode discutendo una tesi di oncologia pediatrica. Durante gli studi universitari sono stata alunna del Collegio S. Caterina da Siena, un’istituzione che accoglie e offre formazione a studentesse universitarie di tutte le facoltà selezionate per il loro merito, di cui sono diventata Vice-Rettrice una volta laureata. Nell’ottobre del 2015 ho conseguito il diploma di licenza allo IUSS (Istituto Universitario di Studi Superiori) di Pavia con una tesi che proseguiva gli studi intrapresi durante il progetto di tesi universitaria. I due progetti di tesi riguardavano un nuovo approccio di immunoterapia del neuroblastoma, uno dei tumori più comuni in età pediatrica. Nella prima parte ho inserito, tramite approcci di ingegneria genetica, un recettore chiamato CAR (chimeric antigen receptor) in alcune cellule del sistema immunitario, i linfociti T, di modo che queste ultime fossero in grado di legarsi alle cellule tumorali ed eliminarle. Gli studi sono proseguiti nel secondo progetto di tesi in cui ho inserito un nuovo elemento, la caspasi 9 inducibile, una proteina in grado di essere attivata tramite un farmaco e di eliminare queste cellule ingegnerizzate in caso di tossicità della terapia. Questi studi sono stati condotti prima in vitro e poi su modelli animali, sui topi in particolare.

 

Quando e come è approdata Silvia Ingala In Olanda? “Sono arrivata in Olanda il 15 febbraio 2016, subito dopo avere sostenuto l’esame di abilitazione come medico chirurgo a Pavia il 4 dello stesso mese, dopo aver chiesto un tirocinio ad Amsterdam presso il Vrije Universiteit Medisch Centrum (VUmc). Quando sono arrivata, ho subito cominciato a lavorare nel reparto di Neuroradiologia e ho seguito due progetti: il primo riguardava la malattia di Alzheimer e il secondo un tumore molto raro dell’età pediatrica che si chiama DIPG (diffuse intrinsic pontine glioma) per il quale purtroppo non esiste ancora una cura. Nel luglio del 2016 sono stata assunta come medico ricercatore presso il VUmc”.

 

Quanti elementi conta e di che nazionalità sono i medici e i ricercatori che lavorano nel gruppo con Silvia Ingala? “Qui in Olanda il reparto di Radiologia è molto grande. Io collaboro molto con il Centro Alzheimer del VUmc, che appartiene formalmente alla Neurologia. Il mio supervisore è il prof. Frederik Barkhof e il mio co-supervisore è il dr. Alle Meije Wink. L’ambiente di ricerca è molto internazionale; i medici, invece, sono prevalentemente olandesi, poiché l’attività clinica richiede la conoscenza dell’olandese e questo è ovviamente un ostacolo per professionisti di altri paesi”.

 

Cosa riguarda il progetto di dottorato di Silvia Ingala? “Il mio progetto di dottorato riguarda la malattia di Alzheimer. Lavoro per il progetto EPAD (European Prevention of Alzheimer’s Disease), un progetto europeo nato da un consorzio pubblico-privato in cui collaborano molti enti. Il mio obiettivo è quello di trovare dei marker di malattia di Alzheimer tramite l’analisi di immagini di risonanza magnetica. Quello che sappiamo oggi è che la malattia di Alzheimer inizia circa 15-20 anni prima che si manifesti la demenza. Ormai è chiaro che i farmaci che abbiamo a disposizione non hanno alcun effetto se somministrati quando il paziente ha già sviluppato un decadimento cognitivo, perché questo riflette una neuro-degenerazione e dunque una perdita di neuroni che non possono più essere sostituiti. Quello che vogliamo fare noi, pertanto, è prevenire la demenza somministrando dei i trattamenti prima che il paziente possa sviluppare i sintomi”.

 

Quali i programmi per il futuro si Silvia Ingala? “Vorrei conseguire il titolo di dottore di ricerca nel dicembre 2019. Dopo mi piacerebbe intraprendere la specializzazione in Radiologia, con una sotto-specializzazione in Neuroradiologia. Spero di riuscire a portare avanti la mia attività di ricerca e contribuire nel mio piccolo a studiare e curare la malattia di Alzheimer”.

 

Gaetano Milino