martedì , Gennaio 19 2021

Enna e Pietraperzia nel progetto europeo sulle tracce dei califfi umayyadi

Sette Paesi coinvolti in un unico itinerario turistico
Ci sono anche 14 siti siciliani: Adrano, Agrigento, Burgio, Butera-Pietraperzia, Calatafimi Segesta, Castellammare del Golfo, Cefalù, Enna, Erice, Marsala, Noto, Palermo, Siracusa e Taormina.


L’eredità della dinastia dei califfi Omayyaditi, diventa un progetto europeo di cooperazione e turismo. Omayyaditi o Umayyadi è il nome di due distinte dinastie di califfi arabi che, all’epoca del profeta Maometto, erano uno dei clan più ricchi della Mecca e governavano di fatto la città con altre potenti famiglie in quella che è stata definita una “repubblica oligarchica mercantile”. La prima dinastia Umayyada guidò la Umma islamica dal 661 al 750, in seguito trasferì la sede da Medina a Damasco, dove i califfi umayyadi preferirono i palazzi o casini di caccia nella steppa siriana riadattando precedenti strutture bizantine o ghassanide. Quando la dinastia crollò sotto i colpi degli Abbasidi, un membro della famiglia umayyade riuscì a scampare alla strage voluta dai vincitori, e a riparare a al-Andalus (nella Spagna islamica) dopo essere stato accolto dalla famiglia berbera della madre in Nordafrica; in Spagna si fece riconoscere emiro dalla popolazione musulmana, ancora affezionata alla dinastia deposta, e fondò il califfato di Cordova.
Per ripercorrete le tappe di questo straordinario viaggio nel Mediterraneo, e per recuperare i simboli e le tracce di un’intera dinastia che abitava i famosi “castelli umayyadi” disseminati nel Mare Nostrum, nasce il progetto “Umayyad” lanciato dal programma europeo di cooperazione transfrontaliera per il Mediterraneo CBCMed. L’idea è quella di progettare e lanciare un itinerario turistico in ben sette Paesi: Spagna, Portogallo, Italia, Tunisia, Egitto, Libano e Giordania.
Coordinato dalla Fondazione per l’eredità di al-Andalus (Andalusia), il progetto nasce con una partership composta da 14 istituzioni nel campo del turismo. La prima dinastia islamica ha lasciato un patrimonio culturale e architetturale straordinario in tutto il Mediterraneo, che non è mai stato considerato in prospettiva turistica. Per l’Italia partecipa il Circuito Castelli e Borghi medievali che ha sede a Palazzo Bonocore, a Palermo. L’idea è quella di costruire veri e propri pacchetti turistici tematici che seguano un itinerario definito, e si riconoscano sotto un comune marchio comune turistico; in preventivo anche iniziative di formazione (come tour operator e amministratori locali), ma anche la creazione di musei e film documentari dedicati al tesoro Umayyad. Il tutto si può scoprire sul sito www.umayyad.eu che è da leggere come una vera e propria guida virtuale alle tappe del viaggio alla scoperta del patrimonio Umayyade.
“Umayyad propone itinerari turistico culturali integrati in 7 paesi mediterranei, partono alla scoperta di monumenti e simboli dell’influenza culturale cultura araba, che divengono elementi identitari comuni che si estendono anche al presente – spiega Lucenzio Tambuzzo, a capo del Circuito siciliano – La dominazione arabo-berbera ha impregnato aspetti fondamentali della cultura siciliana pervenuti sino a oggi a partire dalla toponomastica e dall’enogastronomia, per non parlare dell’influenza araba in ambito monumentale e urbanistico: oltre al sito seriale arabo normanno di Palermo, Cefalù e Monreale (riconosciuto dall’UNESCO), hanno un’impronta riconoscibile decine di comuni e borghi di Sicilia, basti pensare ai rabat o ribat (quartieri) che ancora si osservano oltre che a Palermo, a Sutera, Agrigento, Sambuca di Sicilia, Naro e altrove. I viaggi Umayyad rivelano dunque radici comuni e un mondo sincretico, parte di un’unica comunità mediterranea, cresciuta sotto i nostri occhi”.
In Sicilia partecipano al progetto i siti di Adrano, Agrigento, Burgio, Butera-Pietraperzia, Calatafimi Segesta, Castellammare del Golfo, Cefalù, Enna, Erice, Marsala, Noto, Palermo, Siracusa e Taormina.
Il progetto Umayyad, finanziato dall’Unione Europea, cerca di individuare buone pratiche legate al turismo culturale con lo sviluppo di Piani di Azione Locale e la progettazione di pacchetti turistici tematici all’interno dell’itinerario umayyade. E’ allo studio una mostra dedicata al turismo culturale e l’itinerario degli Omayyadi che tocca anche i castelli e le fortezze siciliane che risalgono al periodo arabo-normanno, sia nell’entroterra che nelle zone costiere, con particolare attenzione ai borghi medievali, borghi e castelli.