lunedì , Gennaio 25 2021

Nicosia, in questi giorni, ha rappresentato una sorta di “mondo in miniatura”

Chiunque abbia fatto un buon liceo ed abbia avuto un ottimo professore di filosofia, avrà sicuramente affrontato la figura e il pensiero di Hegel, uno tra, se non il filosofo più importante dell’età moderna, il cui pensiero ha enormemente influenzato quello di tutti gli altri che, cronologicamente, gli sono succeduti (tra questi lo stesso Marx). E un importante pilastro della filosofia hegeliana è data dall’espressione “il vero è l’intero”, con la quale si indica il fatto che la verità e l’oggettività possono essere raggiunti solo se si colgono tutti gli aspetti (positivi e negativi) di un fenomeno pienamente compiuto. Viene qui in ausilio una celebre metafora dello stesso Hegel: il filosofo, che vuole contemplare la realtà in maniera oggettiva, deve comportarsi come “la nottola di Minerva”, uccello notturno che, proprio per questa sua caratteristica di animale notturno, vede la realtà solo al momento del suo compimento (la notte appunto, simbolo di fine di tutto ciò che è avvenuto durante il giorno).

Tutto questo ampio preambolo serve a far comprendere meglio con quale spirito si stia scrivendo questo articolo riguardante Nicosia. Potevano essere fatti più articoli per descrivere, magari anche più dettagliatamente, quanto avvenuto in questa settimana a Nicosia (da giovedì 12 a martedì 17). Eppure, dato che “il vero è l’intero”, si è preferito “tirare le somme” alla fine e scrivere un qualcosa che cercasse, anche in maniera non molto ortodossa, di “unire” tutti gli eventi di questi giorni in un’unica visione globale. Ed è proprio questo lo scopo: Nicosia, in questi giorni, ha rappresentato una sorta di “mondo in miniatura”, quasi un essere vivente pieno di spunti di riflessione da condividere con tutti. Partiamo da giovedì 12. Quel giorno, il candidato Nello Musumeci, “papabile” (stando ai sondaggi) prossimo Governatore della nostra Regione, visitando una parte del territorio della provincia di Enna, arriva anche a Nicosia per incontrare il Vescovo della diocesi e confrontarsi con gli elettori nelle sedi dei due candidati della sua area. Il fatto è importante perché ad oggi Musumeci è l’unico candidato ad essere venuto a Nicosia. E seppur sembra retorica da politica, ha affrontato apertamente il problema della Nord Sud e quindi della precarietà (anzi quasi inesistenza) di decenti strade che collegano l’entroterra siciliano e, più specificatamente (appello personale dell’Autore dell’articolo), Nicosia. La Sicilia, e qui la prima riflessione che nasce da tutto ciò, non può assolutamente pensare di “risollevarsi” senza prima fare un buon “esame di coscienza”. Quanti territori siciliani, come Nicosia, pieni di storia, di arte e di cultura sono marginalizzati a causa di infrastrutture carenti? Quanto turismo (e quindi ricchezza) si perde a causa del fatto che dopo gli svincoli autostradali di Agira, Mulinello, Santo Stefano di Camastra e via dicendo la lieta gita turistica diventa un viaggio della speranza? Nicosia ha molto da dare. Ma bisogna permetterglielo. Forse le giornate FAI di sabato 14 e domenica 15, hanno sottolineato anche questo. Nicosia dalle 100 chiese. Nicosia dei 24 Baroni. Nicosia dei Santi. Dei Palazzi. Degli affreschi del Borremans di San Vincenzo Ferreri. Nicosia dei luoghi affascinanti e poco conosciuti come la chiesa della Sciabica, la chiesa di San Giuseppe, la chiesa di San Sebastiano o il quartiere ebraico di via Giudecca. Nicosia dalle forze vive dei ragazzi che, sbracciandosi solo per amor della propria terra, hanno guidato, come sorta di “apprendisti ciceroni”, quanti hanno avuto la curiosità di ammirare la nostra storia e la nostra ricchezza artistica. E non dimentichiamo anche che per tre giorni, 13, 14 e 15 Ottobre, Nicosia ha ricordato, con un’ulteriore iniziativa, il fatto di essere sede di Diocesi e di celebrare quest’anno il Bicentenario di Fondazione. Durante l’anno, per l’occasione, ci sono state varie manifestazioni religiose, un premio artistico letterario a livello nazionale con Magdi Cristiano Allam quale presidente di giuria e 15 giorni di eventi culturali nell’ampia rassegna “Arte, comunicazione e cultura… nel Bicentenario”. E adesso, in questi tre giorni, un festival della teologia che ha coinvolto tre comuni (oltre a Nicosia il comune di Leonforte e Troina), e ha affrontato uno tra i temi più attuali che mai in questi tempi: “Promuovere l’UOMO, custodire il CREATO, incontrare il CREATORE”. Il tema vibrante dell’ambiente, della natura, tutto frutto del Creatore e donato per amore all’uomo. Un dono importante ma mal conservato dall’umanità. Le recenti politiche statunitensi in tema di clima non fanno presagire nulla di buono. E Nicosia ha riflettuto. Nonostante Nicosia rappresenti la periferia della periferia del mondo (con la Sicilia tra le Regioni più povere d’Italia e la provincia di Enna tra le provincie più povere di Sicilia), Nicosia affronta le tematiche del mondo. E, aldilà della matrice teologica, Nicosia sensibilizza i giovani a questi temi. Le periferie non vanno ignorate e ognuno, nel proprio piccolo, deve impegnarsi per non trascurare la realtà che lo circonda. Anche un metro quadrato migliorato, se moltiplicato per tutti, può portare ad una totalità migliorata.
E poi lunedì e martedì. A questo punto molti si chiederanno cosa ci sia stato. Bè… la fiera! Un appuntamento fisso per i nicosiani che si ripete due volte l’anno (a maggio e a ottobre). Sembra un qualcosa di distaccato da tutto il resto da quanto fino ad ora detto. Ma “il vero è l’intero”. Nicosia è anche questo!

Alain Calò