venerdì , Maggio 7 2021

Danneggiamento Chiesetta Kamut: 4 indagati tra cui l’ex dirigente dell’ufficio Tecnico del Comune di Enna

Personale della Sezione di Polizia Giudiziaria dei Carabinieri presso la locale Procura della Repubblica ha notificato a 4 soggetti di Enna, il provvedimento di avviso all’indagato della conclusione delle indagini preliminari (ex art. 415 bis c.p.p.) per i fatti relativi alle indagini sul danneggiamento della “Chiesetta di Kamut”.
In proposito, al termine di tutte le attività investigative e peritali disposte dalla Procura della Repubblica, il sostituto Procuratore della Repubblica, dott. Francesco Rio, titolare del procedimento, condividendo le ipotesi investigative dell’Arma, avvalorate dagli esiti delle perizie del C.T.U., ha emesso il provvedimento in argomento a carico di ARENA Rosario (cl. 1958), imprenditore edile, PULEO Paolo (cl. 1958) dirigente dell’ufficio Tecnico del Comune di Enna, LA CHINA Fiorella Maria (Cl. 1984), legale rappresentante all’epoca dei fatti, della ditta STOMPO Luigi s.r.l., e LA DELIA Rosario (Cl. 1976) titolare dell’omonima ditta individuale, in quanto ritenuti responsabili, a vario titolo ed ognuno per quanto di loro competenza, di:
– danneggiamento dei resti della chiesa di c.da Kamut, del pilastro d’accesso all’omonima Torre, alterando l’antico tracciato della strada comunale denominata “porta Palermo”, beni ricadenti in area sottoposta a vincolo paesaggistico “Vallone Scaldaferro”:
– avere eseguito i lavori di cui sopra senza la prescritta autorizzazione degli Enti preposti;
– abbandonato, durante l’esecuzione delle opere, sul suolo dell’antico tracciato della strada comunale denominata “porta Palermo”, rifiuti ferrosi;
– aver violato, con più azioni del medesimo disegno criminoso, nell’esecuzione dei richiamati lavori, le norme dell’affidamento diretto di lavori in “somma urgenza”, di definizione preventiva nel costo delle prestazioni;
– mancata redazione del verbale di consegna dei lavori che indicasse le condizioni e circostanze speciali locali riconosciute;
– il solo Dirigente dell’U.T.C., aver rappresentato falsamente nella relazione tecnica, l’iscrizione di una delle ditte aggiudicatarie come ditta di fiducia dell’amministrazione, inducendo così in errore i componenti del consiglio comunale, che dichiaravano l’atto immediatamente eseguibile;
– limitatamente a due degli imprenditori aver redatto un contratto di nolo autocarri, dissimulante un subappalto, senza l’autorizzazione del committente pubblico.

Il provvedimento della Procura, giunto al termine di un preciso e puntuale lavoro e, successivamente, al vaglio del Magistrato inquirente, mette un punto fermo allo stato delle investigazioni, identificando i responsabili di un evento che nel Natale del 2015 ebbe una rilevante risonanza mediatica per i cittadini ennesi. Contestualmente, l’operato dell’Autorità Giudiziaria ed in particolare del dott. Francesco Rio, nonché dei Carabinieri che l’hanno collaborato, rafforza nella comunità il senso di tutela dei manufatti storici, di cui questa provincia ha ricca testimonianza.