martedì , Maggio 11 2021

I regali della befana-Sgarbi per Morgantina. Una copia della Venere e installazioni in fil di ferro dell’agorà – Video: Sgarbi inveisce contro il pubblico

Gli spettatori invitati al Museo di Aidone per ascoltare il concerto della Corale polifonica Cipriani di Piazza Armerina stanno ancora cercando di metabolizzare l’altro spettacolo a cui involontariamente si sono trovati ad assistere; alla perplessità, al fastidio si somma lo sconcerto e la preoccupazione, ma si potrebbe risolvere tutto con una sonora risata se non fosse che il protagonista della storia è il personaggio più imprevedibile e controverso del panorama italiano. Vittorio Sgarbi, il neo Assessore regionale ai Beni Culturali, ha fatto la sua entrata al museo mentre nel salone, l’aula della ex chiesa di San Francesco, si svolgeva il concerto della corale polifonica “Padre Enzo Cipriani” promosso dal NOIS, sezione di Aidone.

Si è appartato nei locali del museo con il sindaco, Enzo Lacchiana, che da ore lo attendeva trepidante e, a inizio concerto, ne aveva annunciato l’arrivo in Aidone promettendo agli aidonesi presenti che si sarebbe fatto interprete della richiesta pressante della cittadinanza di lasciare in pace al museo di Aidone la “Dea di Morgantina” (la statua più conosciuta come la “Venere” era stata qualche sera fa oggetto di un intervento di Sgarbi sul TG3 Linea notte, dove aveva annunciato la volontà di portare la statua al Quirinale per darle più visibilità a livello nazionale ed internazionale). Ma non appena si sono spente le ultime note del concerto, con il coro ancora in scena, sindaco e assessore sono scesi in lizza e lì è cominciato lo show di Sgarbi che, mentre esponeva i suoi mirabolanti progetti, dava l’impressione di parlare di cose che prendevano forma man mano che le parole gli uscivano di bocca.
Sgarbi era arrivato nel pomeriggio in Aidone, si era recato a Morgantina e qui, a suo dire nel giro di pochi minuti ha risolto problemi che si trascinavano da anni: – a) ha ordinato la riapertura dell’ingresso dal cancello dell’agorà e il relativo trasferimento della biglietteria (la riorganizzazione del percorso di visita era stato voluto dall’ex direttore, l’architetto Caruso, per valorizzare la collina ovest e le terme che, in genere, restavano fuori dagli itinerari turistici, e, nel contempo, utilizzare la casa Vinci per la biglietteria e i servizi); – b) ha autorizzato quindi la percorribilità a tutti i mezzi dei turisti e ha chiesto e ottenuto dal proprietario del ristorante “Morgantina Eyexei” la disponibilità gratuita dell’ampio parcheggio privato; – c) ha risolto il problema della mancanza di acqua corrente dando disposizioni di fare rifornimenti con le autobotti!
Questi i provvedimenti estemporanei, la cui possibilità di realizzazione si vedrà alla prova dei fatti, considerato che la strada di accesso è quella che è, e sicuramente non è percorribile contemporaneamente ad un autobus e una macchina…
A quel punto ha annunciato i suoi grandiosi quanto stravaganti nuovi progetti per Morgantina:
il primo, la ricostruzione degli edifici dell’agorà in fil di ferro sul modello della basilica realizzata dall’architetto Edoardo Tresoldi a Manfredonia (Foggia), si presume da commissionare allo stesso artista… chissà che non lo abbia ispirato la ferraglia della famigerata scala!?

due, far riprodurre ad un artista la copia identica all’originale della Dea di Morgantina e trasferire in autunno copia ed originale al Museo Salinas per esibirle nell’ambito degli eventi di Palermo Capitale italiana della cultura. I visitatori sarebbero sfidati a scoprire le differenze tra copia ed originale e al riconoscimento stesso dell’originale (sic! Qualcuno riesce a spiegare la valenza logica e culturale di una operazione del genere? Bohhh!) e poi, magari, riproporre la stessa esibizione al Quirinale!
Quest’ultima proposta ha scatenato le contestazione dei present, come suo costume Sgarbi ha risposto insultando, allontanandosi per poi rientrare, minacciando e ricattando…
I sentimenti che hanno accompagnato questa piazzata sono stati di perplessità, rammarico, sdegno ma anche imbarazzo nei confronti della Corale lasciata a fare da cornice ad una sceneggiata spiacevole, e gli aidonesi, notoriamente ospitali, hanno sentito quasi di dover chiedere scusa agli artisti per la mesta conclusione della loro esibizione, già più volte disturbata dalla curiosità che la visita suscitava e dall’uso incomprensibile della porta sul salone piuttosto che quella secondaria.
Sicuramente ancora una volta gli aidonesi saranno tacciati di piccolezza, di incapacità di guardare oltre il loro orizzonte nel volere tenere per sé quello che, a buon diritto, ritengono il proprio tesoro, ma a ben vedere ci sono molti punti a giustificare questo incaponirsi. Ricordiamo tutti che, quando la Venere venne restituita, gli esperti del Getty Museum si opposero strenuamente all’ipotesi delle esposizioni temporanee a Palermo o a Roma e vollero essi stessi rimontarla e collocarla sul basamento antisismico portato dall’America, a questa contestazione Sgarbi ha risposto che gli americani non possono comandare a casa nostra e che allora fu fatto sicuramente un errore nel non insistere per farle fare una bella tournée tra Palermo e Roma…
Le installazioni artistiche di Tresoldi nell’agorà di Morgantina e i viaggi della Venere dovrebbero mettere al centro dell’attenzione il nostro sito e attirare i grandi flussi turistici, ma cosa è stato fatto in questi anni e quali progetti si preparano per favorire l’accoglienza di questi turisti? Il problema non è l’offerta culturale, che è ricca e variegata, ma è il deserto che vi sta intorno, un deserto fatto di strade impossibili, di strutture insufficienti, di una cultura dell’accoglienza ancora preistorica, tutti fattori che contribuiscono a tenere fuori dai grandi flussi le aree interne della Sicilia. Una buona amministrazione dei BB. CC. in Sicilia dovrebbe partire da qui, dai fondamentali e solo dopo ci si permetta pure il lusso dei progetti grandi e stravaganti, nonché costosissimi! Inoltre, un amministratore al vertice di un assessorato regionale con i poteri che gli dà l’autonomia siciliana, prima di sparare a raffica dovrebbe informarsi, non si può permettere gli errori pacchiani in cui è incorso. Nel corso del programma di Mannoni ha fatto una affermazione fortemente lesiva degli interessi del museo di Aidone “…venduta al Getty dove faceva un milione e mezzo va ad Aidone dove la vedono dieci persone al mese…”.

In questi anni si sono registrati circa venticinquemila visitatori annui che sicuramente non sono 10 al mese. Mentre usciva infuriato ha accusato gli aidonesi di non essersi mossi quando gli Argenti sono stati “prestati” al Metropolitan che se li è tenuti per oltre due anni (sue parole!), mostrando di ignorare che gli Argenti non sono stati prestati al museo americano ma vi sono tornati a seguito di un patto scellerato, firmato tra un Ministro della Repubblica Italiana e la dirigenza del Metropolitan, che obbligava al pendolarismo quadriennale! Gli Argenti di Eupolemo quest’anno finalmente rientreranno in Aidone, se l’assessore sarà ancora lui ci piacerebbe vederlo prodigarsi con convinzione per denunciare quel patto, che, proprio in forza dell’autonomia siciliana in materia di BB.CC. e AA. un ministro non avrebbe potuto frmare.
E infine come la mettiamo con il decreto assessoriale 1771 del 27 giugno 2013 a firma dell’assessore Maria Rita Sgarlata che inseriva gli Argenti e la Dea di Morgantina tra i 23 beni inamovibili? Il decreto, con il relativo elenco, fatto proprio dalla Giunta Regionale è stato mai revocato, l’assessore Sgarbi ne è a conoscenza?

Franca Ciantia


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