martedì , Marzo 9 2021

Aidone-Dea di Morgantina. 5000 firme in due giorni per dire NO! Quirinale non interessato. E Musumeci? Non risponde a nessuno!

Nel pomeriggio di venerdì 19 l’Archeoclub Aidone-Morgantina e l’archeologa Serena Raffiotta hanno lanciato sul sito Change.org la petizione “No al trasferimento della Dea di Morgantina dal Museo Archeologico di Aidone”, già nella serata della domenica avevano firmato in cinquemila*.

Il  paventato trasferimento proposto da Sgarbi, che per quanto si possa disprezzare e trattare come una macchietta resta pur sempre  l’Assessore Regionale ai BB.CC. e all’identità siciliana e cioè la massima autorità in regime di autonomia, ha veramente indignato tutti e costretto ad uscire allo scoperto e prendere posizione anche chi in genere preferisce restare defilato nell’ombra.

La notizia è rimbalzata sui quotidiani, sui tg, sui giornali online e, come un fiume in piena si è diffusa sui social. Pochissime le voci dissenzienti, cioè favorevoli o semplicemente possibiliste.

Ma nel clamore mediatico questa volta, contrariamente alle altre in cui si è solo affermata la inamovibilità del bene, data ora per scontata, finalmente ci si è focalizzati sulle criticità che non hanno permesso al territorio e al museo di fare il balzo di qualità atteso (elementi tutti presenti anche nella petizione*) e  dall’altra si è aperta una riflessione sulla funzione dei beni culturali, sulla loro valorizzazione e sul legame inscindibile con il territorio che li ha prodotti.

Molto apprezzato da tutta la comunità aidonese l’intervento che il prof. Malcom Bell, Direttore della Missione Americana di Morgantina, Professor Emerito dell’ University of Virginia, nonché cittadino onorario di Aidone, ha affidato ad un sito specialistico del settore, PatrimonioSOS.it. La lettera aperta, indirizzata alla Architetto Giovanna Susan, Direttrice del Polo Regionale di Piazza Armerina, Morgantina, e Enna, è introdotta egregiamente dal professore Pier Giovanni Guzzi che ben sintetizza tutti i termini della questione  “Le argomentazioni espresse dal prof. Bell appaiono essere dettate da un preciso sentimento storico e culturale, tanto da essere pienamente condivisibili. Sembra opportuno che non siano delicati reperti antichi a viaggiare, ma che piuttosto intorno ad essi si organizzi un’opportuna campagna di comunicazione, tale da valorizzare sia la sede espositiva sia l’area archeologica dalla quale la statua stessa proviene. Viaggi del genere sono attività talmente banali (e piene di pericoli) che non possono neanche definirsi ‘di valorizzazione’: quanto piuttosto segnali di ridotta capacità di progetto. Senza dire che esse manifestano la scarsa disponibilità di risorse che si possono, o si vogliono, mettere in campo allo scopo di fornire informazioni complete e critiche circa il contesto storico ai turisti ed agli appassionati”.

Resta alta la tensione,  anche se si cerca di buttare acqua sul fuoco: da una parte la quasi certezza che la permanenza di Sgarbi alla Regione abbia i giorni contati (altre le sue ambizioni: uno seggio al Parlamento e il ministero dei BB.CC, una grande iattura per l’intera Italia!), dall’altra le rassicurazioni dalla Presidenza della Repubblica che, attraverso una sua funzionaria, la dottoressa Emilia Mazzucco, ha informato telefonicamente il sindaco Enzo Lacchiana che non esiste nessun progetto, né è stata avviata alcuna procedura per una futura esposizione della statua della Dea di Morgantina al Quirinale. Come a dire che Sgarbi se le canta e se la suona mentre continua a lanciare sassi nello stagno per confondere le acque e restare comunque e sempre al centro della scena.

Resta inquietante il silenzio del presidente Musumeci rispetto non solo al caso aidonese ma a tutti i “progetti” estemporanei lanciati in questi giorni da Sgarbi. Se lo deve tenere buono? Lo lascia straparlare sapendo che nulla di quanto proposto ha possibilità di andare in porto? Certo questo suo silenzio sta deludendo anche i suoi elettori e sostenitori.

In questi giorni si è parlato tanto del numero dei visitatori. Per valutarli onestamente non si può prescindere da alcuni presupposti che dovrebbero darsi per scontati: Aidone è al centro della Sicilia e non sul mare, è abbastanza distante dai tre vertici del triangolo Taormina-Palermo-Siracusa che indirizzano i grandi flussi turistici; le strade sono buone per i turisti volenterosi che non si lasciano scoraggiare dalle difficoltà e, diciamocelo pure, non sarà mai un attrattiva per il turismo di massa; Morgantina e il suo museo non sono mai entrati veramente nei circuiti internazionali e, prima che questo succeda e si trasformi in un volano economico, si dovrà dare una risposta seria alla carenza di servizi, strutture ed infrastrutture.

Tuttavia guardando ai numeri la crescita negli anni è stata soddisfacente, ancora di più se la si paragona con quella dei molti musei siciliani che non si chiamino Paolo Orsi o del Salinas che, pur essendo il maggiore museo siciliano e pur ospitando pregevoli mostre temporanee, non è mai andato oltre i 60.000 visitatori nel 2016 con il picco negativo di 16.000 nel 2010! Dai dati pubblicati sul sito dei BB.CC. emerge che dal 2000 al 2009 la frequentazione al museo di Aidone si attestava poco sotto i  5000 visitatori (a fronte dei circa 20.000 del sito archeologico di Morgantina), che diventano oltre 9000 nel 2010 (restituzione degli Acroliti e Argenti), per salire a a quasi 50.000 nel 2011, l’anno del rientro della “Venere” da Malibù. Il calo si è avuto già a partire dal 2014 ma da allora ad oggi ci si è attestati mediamente tra le 23 e le 25.000 presenze, un numero di tutto rispetto. Il sito ha avuto anch’esso un effetto alone con gli oltre 30.000 nel 2011 e 2012 per poi rientrare poi nella media costante vicina alle 20.000.

Nessuna ricaduta positiva invece può evidenziarsi a seguito della esposizione degli Acroliti all’Expo di Milano. I dati si sono mantenuti tra le 23.000 presenze nel 2015 e 24.00 nel 2016. Sembra che nell’anno appena trascorso, nel 2017, le presenze abbiano avuto un leggero incremento salendo a circa 27.000.

Franca Ciantia

 

* mentre scrivo siamo a 5316!

https://www.change.org/p/all-on-dario-franceschini-ministro-per-i-beni-e-le-attivit%C3%A0-culturali-no-al-trasferimento-della-dea-di-morgantina-dal-museo-archeologico-di-aidone?recruiter=199400016&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=psf_combo_share_initial.undefined.nafta_petition_show_share_buttons.control&utm_term=autopublish

 

La petizione è diretta al Presidente della Repubblica, al presidente della Regione, al Ministro dei BB.CC. , al presidente del Consiglio Superiore BB.CC. e paesaggistici, al direttore generale del Dipartimento regionale BB. CC. e Identità Siciliana. Dopo le valide premesse questa la richiesta

“si chiede con urgenza ai Rappresentanti Istituzionali in indirizzo di attenzionare con urgenza e con grande cautela il progetto dell’Assessore Sgarbi, evitandone la realizzazione, e di adoperarsi a livello regionale e nazionale nella progettazione e realizzazione di più consoni interventi derivanti da un’analisi approfondita delle reali e concrete esigenze sia del sito archeologico di Morgantina che del museo archeologico regionale di Aidone. In particolare si ritiene quanto mai urgente migliorare le infrastrutture e i collegamenti tra il centro della Sicilia e il resto dell’isola; investire in interventi di tutela e valorizzazione del sito archeologico di Morgantina; potenziare i servizi offerti ai visitatori sia a Morgantina che al museo archeologico di Aidone; realizzare di un piano di comunicazione e una strategia di marketing seri ed efficaci; attrarre investimenti privati e pubblici a sostegno dello sviluppo economico del territorio ennese; riprendere a livello regionale il percorso di istituzione del parco archeologico di Morgantina, che possa finalmente garantire autonomia economica al sito e al suo museo.

Per favorire il turismo nelle aree marginali della Sicilia, come la provincia di Enna, non si ritiene prioritario promuovere il patrimonio culturale con esposizioni fuori dall’isola ma piuttosto creare valide occasioni di promozione e valorizzazione in loco. Ciò che risulta assolutamente improcrastinabile è intervenire sulla viabilità ma anche, più semplicemente, garantire l’ordinaria manutenzione dei siti che godono già di un’impareggiabile bellezza, meritevole di essere salvaguardata e preservata da interventi che ne snaturerebbero la vera essenza.”