martedì , Aprile 13 2021

Regione dice addio agli Istituti case popolari, patrimonio edilizio sarà gestito dalle ex Province

Addio agli Istituti case popolari, Musumeci: “Il patrimonio edilizio sarà gestito dalle ex Province”
Addio agli Istituti autonomi case popolari (Iacp) in Sicilia. Al posto degli enti che hanno lo scopo di promuovere, realizzare e gestire l’edilizia pubblica e di assegnare le abitazioni ai meno abbienti, entrano in gioco le ex Province: saranno loro a gestire il personale e il patrimonio immobiliare dei 10 enti. Lo ha annunciato il presidente della Regione, Nello Musumeci, nel corso di una conferenza stampa tenuta a palazzo d’Orleans, assieme all’assessore alle Infrastrutture, Marco Falcone, e al dirigente del dipartimento, Fulvio Bellomo.
“Stiamo lavorando – ha detto il Governatore – ad un apposito disegno di legge che sarà deliberato nei prossimi giorni dalla giunta e poi trasmesso all’Assemblea regionale e stiamo valutando gli aspetti di diritto societario e giuridici per rendere indolore il passaggio”. Attualmente in Sicilia mancano all’appello circa 40mila alloggi per soddisfare le richieste di famiglie povere o indigenti richiedenti un alloggio dignitoso. Un numero, secondo il Presidente “destinato a crescere, perché stanno crescendo i provvedimenti di sfratti divenuti esecutivi”.
“Il debito dei 10 Istituti autonomi case popolari che operano in Sicilia – afferma l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone – ammonta a 27 milioni di euro e il ‘buco’ più grosso è a Palermo, dove l’Iacp ha un debito di 15 milioni di euro con l’Amap, per il mancato pagamento delle bollette dell’acqua da parte sopratutto degli abusivi che occupano immobili in quartieri come lo Zen”.
Il Presidente ha annunciato anche lo stanziamento di circa sessantadue milioni di euro per fronteggiare l’emergenza abitativa e finanziare le prime misure di inclusione sociale. La Regione dispone già di alcune sonne. “Una delibera adottata dal governo Crocetta che intercettava 19 milioni di euro – spiega il Governatore – non è stata accompagnata dal necessario decreto che avrebbe subito reso disponibile le somme. Abbiamo recuperato quella delibera ed emesso un decreto. Queste risorse saranno impegnate a favore di Enna, Messina e Palermo. Nei prossimi giorni sarà ammessa allo stesso finanziamento anche la provincia di Catania e le rimanenti altre”.