sabato , Gennaio 23 2021

Collegio uninominale di Enna incerto con il centrodestra in lieve vantaggio sul centrosinistra in difficoltà e M5S

Secondo l’elaborazione di alcune variabili, che ne ha fatto Quorum/YouTrend per Rosatellumo.info, nel collegio di Enna il centrodestra è in vantaggio, sia pure di poco, rispetto al centrosinistra e al M5S. Nella cartina geografica dell’Italia in cui sono indicati i collegi, elaborata Quorum/YouTrend, il collegio di Enna è colorato di celeste per indicare che è un collegio incerto con il centrodestra in leggero vantaggio rispetto alle altre formazioni e coalizioni in competizione. Il centrodestra è “avanti per un’incollatura (fino al 5%) a Enna”. Quando ancora mancano due settimane dal voto del 4 marzo, non è possibile fare previsioni che abbiano un grado apprezzabile di probabilità, che si avverino, in considerazione del fatto che i rapporti di forza tra le tre formazioni di maggiore peso, che si contendono il collegio, sono in equilibrio con il lieve vantaggio del centrodestra.

Si possono fare alcune considerazioni sulle condizioni nelle quali si ritrovano i principali schieramenti in corsa per la conquista del collegio uninominale di Enna. Liberi e Uguali, Il M5S e il Centrodestra, se problemi hanno avuto nella selezione del candidato, pare che li abbiano superati e pertanto affrontano la competizione con una certa compattezza.
La stessa cosa non può dirsi del centrosinistra. Il Pd, che il partito cardine della coalizione di Centrosinistra, è in uno stato di crisi profonda e, per certi versi, irreversibile e dagli esiti non certamente felici. Due sezioni del Pd, quella di Valguarnera e l’altra di Pietraperzia, hanno pubblicamente dichiarato di autosospendersi dal partito nella competizione elettorale per protesta contro il modo con il quale Renzi ha scelto il candidato. Non sono posizioni isolate quelle assunte dalle due sezioni. Anche i Consiglieri comunali del capoluogo si sono autosospesi. Altre componenti del Pd hanno assunto posizioni analoghe. Lamentano di non essere state consultate e pertanto non si sentono di partecipare alla competizione per eleggere il prossimo 4 marzo il nuovo parlamento nazionale, rendendo così la pariglia alla sezione Pd di appartenenza del candidato nel collegio uninominale di Enna, che nelle elezioni regionali del 5 novembre dello scorso anno non era stato messo in lista. Il Pd affronta, e di conseguenza il centrosinistra di cui è il partito principale, questa competizione elettorale nelle peggiori condizioni. Potendo contare sul sostegno solo di alcune componenti del Pd e scontando l’aperta ostilità delle altre componenti del suo partito, il candidato Pd all’uninominale del centrosinistra dovrà puntare a raccogliere voti nel bacino elettorale del centrodestra in misura maggiore e in misura minore in quello del M5S.
Il modo come Renzi ha compilato le liste ha suscitato profondi malumori e può rivelarsi “un tagico errore”, teme Enrico Letta che, nell’intervista rilasciata al quotidiano “La Stampa” il 29 gennaio, ha dichiarato: “In questo Pd evidentemente non c’è spazio per chi, pur criticando e dissociandosi da alcune scelte, distingue tra segretario pro tempore e la fedeltà ai valori che restano comuni. Nella formazione delle liste è stata premiata soltanto la fedeltà e per farlo si è agito con arbitrio e violenza. Premiando quasi ovunque amici ed amiche”. Anche Michele Emiliano (Pd), governatore della Puglia, la pensa allo stesso modo e l’ha detto al “Corriere della Sera” il 30 gennaio: “Si aspetta (Renzi ndr) di perdere e si è chiuso a riccio, ha blindato una pattuglia di fedelissimi, deputati e soprattutto senatori, per poter negoziare un suo ruolo nel governo”. Analisti della politica, che con più freddezza e meno coinvolgimento emotivo di Letta ed Emiliano, arrivano alle stesse conclusioni e segnalano la definitiva trasformazione del Pd nel Partito personale di Renzi, il Pdr. Ci sono anche dei mentori, come Scalfari e Cacciari, che lo sollecitano ad abbandonare il Pd come un ferro vecchio e fare in Italia come Macron in Francia.
Le tormentate vicende del Pd in provincia di Enna, tenendo in debito conto le loro specifiche caratteristiche locali, vanno inquadrate in un simile contesto nazionale per poterne cogliere il senso.

Silvano Privitera