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Elezioni, Berlusconi contestato al seggio da Femen a seno nudo: “sei scaduto” – video


Elezioni politiche 4 marzo 2018. E’ stato un voto movimentato quello del presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi al seggio di via Scrosati. L’ex premier era appena entrato al seggio all’interno della sezione numero 502. La ragazza aveva la scritta ‘Femen’ sul petto e sulla schiena e gli ha ripetuto più volte ‘Berlusconi sei scaduto, il tuo tempo è scaduto’ prima di essere bloccata e trascinata fuori dalla Polizia. La contestatrice è stata poi identificata: è una 30enne franco-algerina con cittadinanza francese. Sul suo conto è stata aperta un’indagine per introduzione e disordini nel seggio e anche per atti osceni. La Femen è stata fotosegnalata dalla polizia e verrà rimpatriata in Francia.
(guarda il video di RUPTLY)

Uscendo, il leader è stato fermato dai giornalisti e ha commentato con una battuta: “E’ finito il mio tempo? Sì, in effetti la coda era finita”. Poi ha aggiunto: “Non ho visto, non sono riuscito a vedere niente” nonostante la ragazza fosse salita su uno dei banchi degli scrutatori, proprio davanti a Berlusconi e avesse urlato la sua protesta. Alla fine il leader è uscito tra chi gli gridava “Berlusconi torna” ma anche “Condannato vergogna, sei scaduto”.

Sempre le Femen sulla pagina Facebook italiana del movimento, in merito alla contestazione, hanno scritto un post in cui si legge tra l’altro: “Femen non dimentica il Rubygate, non dimentica lo sfruttamento di ragazze, non dimentica gli attachi misogini, non dimentica nemmeno la coalizione con l’estrema destra, non dimentica le parole fasciste (” Mussolini non ha mai ammazzato nessuno, Mussolini mandava la gente a fare vacanza al confino” macabra ironia di un oscuro cavaliere ). Perché dov’è l’estrema destra e il fascismo è anche il sessismo. E la morte è in agguato per le donne che provano a liberarsene. Allora in questa giornata di elezioni, ricordiamoci che il tempo dei cavalieri è finito!”

Nel 2013 Berlusconi, sempre nel seggio di via Scrosati a Milano, era stato contestato da tre attiviste delle Femen con le stesse modalità. Poco prima Berlusconi si era detto preoccupato per le lungaggini del voto, lamentando la mancanza del voto digitale e dicendosi preoccupato del fatto che molte persone potrebbero non riuscire a votare a causa delle code, che aumenteranno in serata.

Questi i fatti raccontati da milano.repubblica.it



CHE FIGURA (1)!
Pierluigi Bersani ha votato questa mattina a Piacenza, all’uscita della cabina, scrive l’agenzia di stampa ANSA, ha infilato direttamente le schede nelle urne venendo ripreso dal personale di seggio che avrebbe dovuto controllare il numero sul bollino anti-frode e poi rimuoverlo. “Il tagliando andava… “, gli ha detto una scrutatrice della sezione, ma poi ha cambiato idea: “Vabbeh è lo stesso, mi scusi. Poi lo togliamo dopo”, alludendo evidentemente al tagliando di controllo anti-frode. Il problema è che il bollino antifrode deve essere rimosso dal presidente del seggio, secondo le istruzioni del ministero dell’Interno, prima che la scheda venga messa nell’urna. Adesso nell’urna quel voto è riconoscibile, perché sarà l’unico – si spera – dato da un elettore e in cui è ancora presente il tagliando antifrode. In teoria, quindi, il voto dato da Pierluigi Bersani è nullo. Scrive infatti il ministero dell’Interno.
CHE FIGURA (2)!
Fuoriprogramma per il deputato del M5S Alessandro Di Battista. Stamani si è recato al seggio di via Taverna a Roma , scrive l’agenzia di stampa ANSA, per votare ma il suo nome non era nelle liste. Dopo alcuni minuti di incertezza Di Battista è stato indirizzato verso il seggio di via Vallombrosa. “E’ colpa del mio cambio di residenza, ti devono mandare un tagliandino e a me non è arrivato”, ha detto il deputato un po’ imbarazzato, spiega. I giornalisti, che lo attendevano all’esterno, gli hanno chiesto ironicamente se l’errore era da attribuirsi al comune e quindi alla Raggi. “No, per favore – ha risposto il deputato – non si fanno battute. Oggi c’è silenzio elettorale”.