martedì , Gennaio 19 2021

“Bombe belle e intelligenti” all’Università Popolare di Leonforte

“Non chiedere mai per chi suona la campana”, scrisse il poeta John Donne, “essa suona per te”. Per questo Robert Jordan, intellettuale americano,si è unito alle Brigate Internazionali che durante la guerra civile spagnola hanno difeso la Repubblica dall’esercito di Franco. Così ha esordito il professore Nigrelli lunedì pomeriggio. Il tema era la guerra in Siria e la lezione, partecipata dai presenti con interventi e domande, è stata assai appassionante. Muovendo dalla considerazione che la coalizione u.s.a./anglo/franca ha punito Assad per l’uso di gas sui civili a Douma, ci si è chiesto in che modo bombardando “l’arsenale chimico siriano” i danni siano stati limitati. E ancora quali interessi geo-strategici abbiano realmente mosso le forze internazionali e come si può arrestare un flusso di migranti politici creandone altri? Bashar Al Assad come Erdogan vuole sostituire la popolazione ostile, sunniti e curdi, per avere una maggioranza fedele al regime, cristiani sciiti e alauiti. Questa operazione di pulizia etnica dura da sette anni ed ha portato, a oggi, tre milioni di profughi siriani in Turchia dove Erdogan li usa come arma di ricatto nei confronti dell’Europa. Dalla rivolta di Daraa nel 2011 i profughi siriani sono otto milioni. Ci si è anche soffermati sui curdi. I curdi sono un popolo diviso in quattro stati: Turchia, Siria, Iran e Iraq, ma ci sono enclave curde anche in Azerbaijan e Armenia, in ognuno di questi stati la loro identità è stata repressa. Dal 2011 i curdi siriani hanno proclamato l’autonomia di una striscia di terra divisa in tre cantoni, il Rojava. Il Rojava è retto da un contratto sociale basato sulla convivenza etnica e religiosa e la reale partecipazione delle donne nelle funzioni pubbliche. I curdi sono stati usati dalla NATO per arrestare l’avanzata di Daesh sul fronte turco/siriano, ma da quando l’emergenza Isis è calata i curdi da eroi sono tornati a essere terroristi perché invisi a Erdogan e anche ad Assad. Questo il tema di lunedì che si è chiuso con un ritorno alla realtà contingente.


Gabriella Grasso