martedì , Aprile 13 2021

Aidone: La reliquia del piede di San Filippo Apostolo attende quest’anno i pellegrini del “viaggio”


Un evento eccezionale attende quest’anno i tantissimi fedeli che da tutta la provincia e oltre si apprestano al pellegrinaggio a San Filippo Apostolo di Aidone: troveranno ad accoglierli una reliquia del Santo che, nell’offrirsi alla loro venerazione, racconterà quasi due mila anni di storia, della storia di un santo amatissimo non solo in tutto il mondo cattolico ma anche presso tutte le altre chiese cristiane, testimonianza di una devozione che non ha mai conosciuto interruzioni nel corso dei secoli.
Il parroco di Santa Maria La Cava, la chiesa che in Aidone ospita la cappella santuario di San Filippo, u Niru, come lo chiamano a causa del colore nero con cui si presenta nelle parti scoperte del viso e delle mani; il parroco, Don Carmelo Cosenza, trovandosi a Roma e avendo visitato la basilica dei Dodici Apostoli, dove dall’autunno del 2016 sono esposte le reliquie, ne ha fatto richiesta al parroco don Agnello Stoia; in via del tutto eccezionale il Vicariato di Roma ha dato il nulla osta affinché la preziosa reliquia sia portata in Aidone, direttamente dal Rev. Padre Stoia, per la prossima festa.
La reliquia, attribuita a San Filippo, consiste in un piede che porta evidenti segni del chiodo da crocifissione, compatibili con la tradizione che vuole che l’Apostolo sia morto da martire, crocifisso a testa in giù. In occasione della ricognizione ordinata da Papa Francesco nel 2016, oltre al piede di San Filippo e un grosso frammento di femore attribuito a San Giacomo Minore, sono stati rinvenuti frammenti di ossa e denti e le ceneri di tessuti appartenenti a paramenti sacri.
Le reliquie giunsero a Roma nel VI secolo, da Costantinopoli, per volere di Pelagio I (papa dal 556 al 561), che li volle custodite nella basilica che lui stesso fece costruire intitolandola ai Santi Filippo e Giacomo (solo più tardi la basilica sarà intitolata ai Santi Apostoli ed infine ai Santi XII Apostoli). Da allora hanno avuto la loro tomba nella cripta; qui sono state sottoposte a ricognizione nel 1879 e poi nel 2016. Nel corso di questa ultima ispezione sono state adoperate le tecniche più sofisticate che hanno dato conferma della loro veridicità storica, del fatto cioè che le ossa risalgano alla fine del primo secolo. Secondo la tradizione San Filippo morì nell’ottanta a 85 anni, l’età veneranda non gli risparmiò il terribile martirio sotto l’impero dei Flavi; la sua fama di guaritore era molto diffusa, anche mentre era ancora in vita, e la sua tomba a Hierapolis fu meta di pellegrinaggio da tutto il mondo cristiano ancora nel medioevo, quando la città era stata abbandonata e le ossa del Santo erano state trasferite prima a Costantinopoli e poi a Roma. Delle tomba originaria si erano perse le tracce e molti archeologi l’avevano cercata tra le rovine di Hierapolis, in Turchia dove era stato individuato il Martyrion. Solo nel 2012 il professore Francesco Andria, che, a capo di una missione archeologica aveva condotto per anni degli scavi a Hierapolis, la capitale dell’antica Frigia, comunica al mondo di avere trovato la tomba di san Filippo al centro di una Basilica a tre navate, rifinita e decorata in modo molto raffinato, e cosa ancora più straordinaria la scoperta di tutto un complesso di edifici sacri, lavacri, alloggi per i pellegrini, un’ampia strada processionale, insomma un complesso archeologico che occupa un’intera collinetta tutta dedicata al culto del santo il cui nome più volte ricorre nei graffiti ritrovati.
Un’altra coincidenza: Aidone festeggia da sempre San Filippo il primo maggio, in questa data si celebra la traslazione delle reliquie nella Basilica dei Santi Apostoli, avvenuta durante il pontificato di Giovanni III, il successore di Pelagio, papa dal 561 al 574. Anche quando la chiesa cattolica assegna definitivamente il 3 maggio alla festa dei due apostoli, Aidone continuerà a celebrarla il primo maggio come ha fatto da sempre.
L’accoglienza e l’ostensione delle reliquie avverrà nel corso di una solenne cerimonia la sera del 28 aprile, ed anche la chiesa, in genere molto sobria, è stata addobbata per l’evento eccezionale. Resteranno esposti alla venerazione dei fedeli nei tre giorni seguenti, dal 29 aprile all’1 maggio.

Franca Ciantia