lunedì , Gennaio 25 2021

Leonforte: completato il travaso tra dighe Nicoletti e ‘Don Sturzo-Ogliastro’ nel catanese

E’ stato completato in queste ore oggi il travaso di cinque milioni di metri cubi di acqua tra le dighe ‘Nicoletti’, in provincia di Enna e ‘Don Sturzo-Ogliastro’ nel Catanese. L’operazione iniziata l’11 maggio si inquadra nel contesto degli interventi avviati dalla Regione Siciliana per cercare di superare l’emergenza idrica nell’Isola e in particolare consentirà a moltissimi agricoltori della Piana etnea di gestire al meglio, rispetto agli anni scorsi, l’irrigazione nel periodo estivo.
“Siamo soddisfatti del risultato ottenuto – afferma il presidente Nello Musumeci – visto che in passato i due precedenti tentativi erano stati completamente fallimentari. La sperimentazione, realizzata nella massima sicurezza, è andata a buon fine. Anzi ha superato ogni più rosea aspettativa visto che la percentuale di acqua dispersa è stata molto bassa. In questo modo, migliaia di agricoltori delle zone di Palagonia e Scordia, che hanno sofferto e soffrono la crisi, potranno utilizzare una buona parte di risorse idriche che altrimenti sarebbero rimaste inutilizzate”.
La macchina organizzativa, coordinata dal dipartimento regionale Acqua e rifiuti, è stata avviata con l’impiego di personale del Consorzio di bonifica ‘Sicilia orientale’ adibito al controllo e monitoraggio, per evitare furti e dispersioni idriche incontrollate. Prima del travaso, la diga Nicoletti conteneva dodici milioni di metri cubi di acqua e l’utilizzo annuo è di appena un milione. L’operazione, quindi, non creerà nessun problema al comprensorio irriguo dell’Ennese. Il progetto odierno si inserisce nel ‘Piano emergenza idrica agricola’ della Regione che ha visto, proprio nei giorni scorsi, anche la riattivazione della vasca ‘Pizzi della Croce’ nel Comune di Ribera, facendo tornare alla normalità la distribuzione dell’acqua in un’area nella quale da dieci anni c’erano disservizi.

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Leonforte. Pare sia in atto un’azione di cessione idrica della Diga Nicoletti: 500 litri al secondo fino a 5 milioni di metri cubi (sui 12 dell’invaso attuale) che serviranno a rimpinguare il Lago Ogliastro.

L’operazione sarebbe finalizzata a risolvere la difficile situazione del Bacino idrografico della Sicilia Orientale, dovuta all’emergenza siccità.

Lo stesso Presidente della Regione Musumeci si dice che dovrebbe essere presente per assistere a questo svuotamento del Lago Nicoletti finalizzato ad aiutare l’agricoltura della Piana di Catania, di cui nessuno sapeva nulla, tutto è stato condotto nell’assoluto riserbo, a cancelli chiusi e con divieto assoluto di avvicinamento.

Numerose, tuttavia, le perplessità che tale intervento solleva: anzitutto il fatto che l’acqua ‘dovrebbe’ arrivare all’invaso Ogliastro senza alcun sistema di canalizzazione ma solo attraverso il corso naturale del terreno, con evidente alta probabilità che l’acqua vi giunga in quantità minime.
La conseguenza, al contrario, potrebbe essere quella di privare la comunità ennese di una importante riserva idrica (poiché lo svuotamento lo ridurrebbe a quasi un quarto della sua capacità), compromettendo irrimediabilmente il delicato sistema umido che garantisce una flora ed una fauna straordinarie.
Inoltre, attorno al Lago Nicoletti vi sono numerose aziende agricole e zootecniche che subirebbero danni enormi.
Insomma, parrebbe un vero e proprio furto d’acqua a discapito del nostro sempre più dimenticato territorio.

Dai dati emersi dall’Osservatorio del Dipartimento Regionale dell’acqua e dei rifiuti all’1 aprile 2018 lo stato di invasamento del territorio non registra quantitativi incoraggianti. Difatti i due tra più importanti invasi, la don Sturzo/Ogliastro ha una disponibilità irrilevante e la Pozzillo dispone di un quantitativo pari a circa 30 giorni di irrigazione; La diga Nicoletti dispone di 13 milioni di metri cubi e l’invaso di Lentini circa 95 milioni di metri cubi paradossalmente la gran parte non utilizzabile per problemi di sollevamento e strutturali.

Questa a caldo la dichiarazione del Sindaco di Leonforte, Francesco Sinatra:
Allarmato da queste foto e dalle segnalazioni di alcuni agricoltori e cittadini comuni, ho attenzionato la questione scoprendo che dalla Regione Siciliana è arrivata la disposizione di aprire le paratie della diga Nicoletti, per far confluire la sua acqua, attraverso l’alveo del torrente, alla diga Ogliastro. Ritengo che sia poco rispettoso per le istituzioni del territorio non avere ricevuto nessuna comunicazione in merito, né essere stati sentiti per capire quali potessero essere le esigenze del territorio prima di assumere qualsiasi decisione. Il Comune di Leonforte non ha ricevuto infatti nessuna comunicazione da parte della Presidenza della Regione Siciliana o dell’Assessorato regionale competente, in merito a questo travaso. Sarà certamente una scelta dettata dall’urgenza della siccità che ha colpito la Sicilia in questi ultimi mesi, ma ho ragione di credere che si tratti di una scelta avventata, poiché non risultano essere stati fatti studi preventivi circa l’efficacia di tale azione. Nessuno sa se tale azione sarà utile o la quantità di acqua che si disperderà lungo il tragitto creando magari danni a terreni e colture. Nessuno sa dire quale possa essere la percentuale di acqua in uscita dalla diga Nicoletti che possa effettivamente confluire nell’altro invaso. E mi chiedo Qualcuno ha controllato se un tale abbassamento di livello possa in qualche modo pregiudicare la tenuta strutturale del muro di contenimento della nostra diga?

Ritengo che il Presidente della Regione Siciliana, debba dare delle spiegazioni in merito a tale scelta e circa i motivi, che lo hanno indotto ad agire in maniera così repentina senza informare le istituzioni del territorio. Mi è stato detto che la diga Nicoletti in questo momento ha una riserva di circa 8 milioni di metri cubi d’acqua e che a livello sperimentale, ne faranno fuori uscire solo 500 mila, ma ciò non mi soddisfa. Ho chiesto che quantità di fanghiglia che occupa la diga negli 8 milioni di metri cubi calcolati e non avendo una risposta certa invierò una nota formale nella qualità di sindaco di Leonforte al presidente Musumeci per avere immediati chiarimenti, oltre alla sospensione di tale travaso che potrebbe danneggiare le nostre colture, in primis la pesca che si avvia alla sua maturazione durante la stagione estiva, e per tutte le altre colture e aziende agricole zootecniche che possano essere interessate da fenomeni di siccità o di danni dovuti allo scorrere dell’acqua nell’alveo del torrente utilizzato.