giovedì , Febbraio 25 2021

Aidone. Wegatha, giovane eritrea, scappata dal suo Paese, del Centro di accoglienza Morgantina, riabbraccia i suoi fratelli in Inghilterra

Aidone. Storia a lieto fine per Wegatha, una ragazza eritrea, che ha potuto riabbracciare i suoi fratelli. La giovane era ospite del Centro di prima accoglienza (ex hotel Morgantina), gestito dalla cooperativa Morgantina servizi e Accoglienza, presidente Massimo Rinaldi. Racconta l’avv. Giuliana Venezia, consulente legale della cooperativa, che, insieme all’assistente sociale Germanà, si è occupata del caso:”E’ arrivata, in Aidone, a seguito di sbarco sulle coste siciliane, un anno fa, all’età di soli 16 anni. Wegatha scappa dall’Eritrea perché li c’è l’obbligo del servizio militare anche per le donne e se ti rifiuti ti uccidono”. Da subito, gli operatori prendono contatti con Easo (l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo) per avviare la procedura di relocation in Inghilterra dove vive una delle sue sorelle ed il fratello. “Iniziamo a raccogliere i documenti – spiega l’avv. Venezia- ed entriamo in contatto con i suoi fratelli residenti a Londra (ci vogliono prove che dimostrino il vincolo familiare). L’Inghilterra, però, rigetta la sua richiesta di essere ricollocata ritenendo le prove non sufficienti. Grazie, però, ai contatti con Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni) avviamo nuovamente le pratiche per l’applicazione del Dub’s Act che permette il trasferimento ad un numero limitato di minori rifugiati e vulnerabili nel Regno Unito”. La storia finisce bene:”C’è dietro il lavoro di quasi un anno – conclude l’avv. Venezia-in cui abbiamo prestato alla minore ogni tipo di assistenza e supporto legale, sociale, psicologico, oltre che umano. In un intero anno trascorso insieme a lei abbiamo preso a cuore il suo desiderio di ricongiungersi con i suoi fratelli. Naturalmente ci mancherà, ma siamo felici di avere contribuito a questo suo progetto e di averle restituito un po’ di serenità”. La prossima settimana un’altra ragazza lascerà il centro e volerà in Svezia, a lei invece hanno accettato la domanda di recolocation.

Angela Rita Palermo
collaboratrice La Sicilia