mercoledì , Aprile 14 2021

Mirello Crisafulli e la pazza idea per il Pd siciliano

Intervista di Mario Barresi per il quotidiano La Sicilia

È di ritorno? È stato alla manifestazione del Pd a piazza del Popolo?

«No, sono in arrivo. Domenica non sono potuto andare alla manifestazione del partito, perché stavo preparando delle cose per l’università romena di Medicina, per cui adesso sono a Roma. Lo sa che stiamo facendo un corso di laurea in inglese?».

Ormai è un manager accademico quasi “full time”. Ma un po’ del suo tempo per la politica e per il Pd non riesce più a trovarlo?

«Dalle passioni non ci si può dimettere. La politica è stata la mia vita, ma ci sono tanti modi di farla. E sul Pd sono lieto che domenica abbia dimostrato di essere un partito vivace, capace di tornare in piazza. Di lottare, rivendicando un’identità».

Poi, magari, dopo la tregua in piazza ci si ricomincia a scannare. Ma questo è un altro discorso…

«Nooo, questo è “il” discorso. Si deve capire che i tempi sono cambiati, non ci possiamo permettere più il contenzioso delle primarie. Non mostrare i muscoli, ma dimostrare cervello. In un progetto che unisca e non divida, tanto a Roma quanto a Palermo».

Ecco, appunto. Visto che lei in questo momento si trova a Roma, partiamo da lì. Le piace Zingaretti come segretario nazionale del Pd?

«Non è che deve piacere a me! Per ora è l’unico candidato, anche se non ha detto ancora le cose che avrei voluto sentirgli dire. Può darsi che le dirà, soprattutto se non ci sarà la solita logica della contrapposizione».

E lo stesso si dovrebbe fare anche in Sicilia, nevvero?

«A maggior ragione in Sicilia, dopo le scoppole che il partito ha preso alle ultime elezioni».

Un uccellino ci ha detto che lei ha già in testa l’uomo giusto…

«Maledetti gli uccellini! Non so a chi si riferisca, ma io non ho mai avuto bisogno di nascondere le mie idee. Penso che in questo momento Luca Sammartino potrebbe essere la scelta più giusta per guidare il Pd in Sicilia. Per la sua capacità aggregante, per il suo consenso dentro e fuori il partito. E poi, dettaglio non da poco, perché Sammartino è stato uno dei meno coinvolti nell’esperienza negativa, per non dire altro, del governo Crocetta. Ecco, la somma di queste caratteristiche ci porta al discorso che facevamo prima: il Pd, ultimamente, è troppo abituato a spingersi a dire sempre no e mai sì. Questa, secondo me, potrebbe essere una scelta che unisce».

Anche ora che l’abbiamo sentito dalla sua voce stentiamo a crederci. Ma com’è possibile? Lei, il barone rosso più dalemiano di D’Alema, che candida il golden boy del renzismo rampante? Cos’è un transfert junghiano della rivolta all’imprensentabilità?

«Ha finito di parlare?».

Sì, certo.

«Allora, adesso, parlo io. Il mio non è un endorsement, come lo chiamate voi giornalisti, ma una riflessione. Un suggerimento. E non lo faccio a Sammartino in quanto renziano. Per me, oggi, è la migliore delle soluzioni possibili. Ma non sono certo a io a decidere. E poi, sinceramente, non so manco se lui sia d’accordo, se sia disponibile. Magari dobbiamo convincerlo… In ogni caso, da militante, sono pronto ad ascoltare altre proposte che magari sono più forti e credibili. Ma, sinceramente, in giro non ne vedo altre…».

Un altro dei nomi che s’è fatto per la segreteria regionale del Pd è quello di Baldo Gucciardi. Non le piace?

«Ma era assessore di Crocetta! Nessun giudizio sulle persone, non ho nulla manco contro Crocetta, ma dev’essere chiara la linea di demarcazione rispetto a quel governo bocciato dai siciliani. E il Pd deve cambiare musica».

Lo stesso uccellino da cui abbiamo appreso le sue nuove simpatie ci ha raccontato un’altra storia. L’investitura di Sammartino arriva da ciò che resta del giglio magico di Renzi. E Orfini ha chiesto al segretario dimissionario Raciti di sostenere la candidatura. Ma siccome il suo amico Fausto non se la sente di farlo, mandano avanti il bulldozer Mirello..

«L’uccellino, che è un “fitusazzu”, ssbaglia. Nessuno mi ha chiesto niente, non so neanche che ne pensa Raciti, con cui non ho parlato di quella che è una mia idea personale. Orfini? Pensi a Roma, piuttosto che alla Sicilia».

Ora le toccherà andare alla Leopolda sicula, altrimenti detta “Faraona”, il prossimo weekend a Palermo. E chi glielo doveva dire? Crisafulli acclamato, nella tana dei renziani…

«La faraona, per me che ho diversi anni più di lei, resta una gallina. No, non andrò a Palermo. E non perché penso che l’era di Renzi sia finita, e lo penso, ma perché non ho tempo da perdere in un posto dove si crede di racchiudere il meglio delle intelligenze, mentre la sporca manovalanza sta altrove. Non andrò alla Leopolda o Faraona che dir si voglia. Si sforzeranno nel fare le uova con due rossi… Ma io non ci sarò».

Twitter: @MarioBarresi