martedì , Aprile 13 2021

Aidone. Piastrina di riconoscimento del geniere Marotta Sebastiano di Francesco e La Porta Antonia, disperso sul fronte russo nel 1943

Aidone. In occasione della celebrazione del “4 Novembre”, che comprende la festa delle Forze armate e dell’Unità nazionale insieme a quella storica della celebrazione dei Caduti in guerra, durante la commemorazione presso il Monumento dei Caduti in guerra, un alpino, socio del Gruppo di Abbiategrasso (MI) della Ana (Associazione Nazionale Alpini), consegnerà un piastrino che riguarda un cittadino aidonese e che riporta i seguenti dati: “1915 17363 72 Marotta Sebastiano di Francesco Perugia”.
Da una ricerca effettuata presso l’Archivio di Stato di Spoleto (Perugia) da Antonio Respighi e Giovanna Palmi del Gruppo Alpini Abbiategrasso, trattasi del “geniere Marotta Sebastiano di Francesco e La Porta Antonia, nato ad Aidone il 10 maggio 1915 e disperso in combattimento sul fronte russo il 10 gennaio 1943. Faceva parte della 4^ Compagnia Lanciafiamme- Truppe Chimiche d’Armata”.
Invero dal foglio matricolare, si evince che “Marotta Sebastiano nato in Aidone (provincia Caltanissetta) il 10 maggio 1915, alto m. 1,59, di professione barbiere”, era residente a Spoleto (Perugia) in via Monterone.
Soldato di leva della classe 1915 nel Distretto di Spoleto, viene lasciato in congedo illimitato il 10 giugno 1935. Chiamato alle armi il 16 aprile 1936, viene assegnato al Reggimento Chimico Volontario in servizio non isolato all’estero per tempo indeterminato (trasferito agli effetti matricolari al Distretto Militare di Napoli) nel 10° Reparto speciale dal 21 gennaio 1937, sbarca a Cadice il 6 febbraio 1937 e viene aggregato al Reggimento Lanciafiamme. Partecipa alle operazioni di guerra in Spagna ed il 26 maggio 1939 si imbarca a Cadice per il rimpatrio. Sbarca a Napoli il 1° giugno e viene ricoverato all’Ospedale militare di Caserta dal quale dopo due settimane viene dimesso e mandato in licenza di convalescenza di 60 giorni. Il 15 giugno 1939 viene pagato il premio di terminata missione volontaria di servizio non isolato all’estero in netto lire duemilaseicento. Viene anche prosciolto dalla ferma volontaria e mandato in congedo illimitato dal Distretto Militare di Napoli.
Dal Distretto Militare di Spoleto, il 10 dicembre 1940, viene richiamato alle armi per esigenze eccezionali al Deposito del Reggimento Chimico a Roma (territorio dichiarato in stato di guerra), il 1 2 dicembre viene trasferito a Sulmona ed il 25 febbraio 1941 viene destinato alla 4^ Compagnia Lanciafiamme mobilitata, sempre a Sulmona. Il 7 maggio 1942 viene trasferito a Tortona, da dove, il 28 giugno parte per la Russia con il C.S.I.R. e giunge in zona di operazioni il 10 luglio 1942. Partecipa ai fatti d’arme sul fronte orientale e viene dichiarato disperso nell’Ansa di Werchj-Mamon a quota 219 l’11 dicembre 1942.
Viene, successivamente, dichiarato caduto in combattimento il 10 gennaio 1943. L’1 agosto 1943 viene rilasciato verbale di irreperibilità dal Comandante del Deposito Reggimento chimico. Tale nel Distretto militare di Spoleto. Parificato a Spoleto. Dal foglio matricolare datato 8 marzo 1986, infine, si evince che il geniere “Marotta Sebastiano, deve considerarsi deceduto in combattimento in Russia, compilato il verbale di comparizione e di dichiarazione di morte e trascritto nei registri di stato civile del Comune di Spoleto al n. 2 parte II serie C anno 1978”. Parificato a Perugia il 22 marzo 1978”.
Occorre dare merito al signor Antonio Respighi, alpino, socio del Gruppo di Abbiategrasso, che nell’effettuare un viaggio in Russia e in memoria di tanti soldati italiani che nella ex Unione Sovietica hanno lasciato i loro verdi anni, precisa “Durante la visita della città di Miciurinsk, nella regione di Tambov, a sud-est di Mosca, un abitante di quella città mi ha affidato alcuni piastrini di riconoscimento appartenuti ai nostri Soldati, allo scopo di riportarli in Italia. Va precisato che in quella località, negli anni di guerra 1941-45, esisteva un campo per prigionieri internazionali con relative fosse comuni: Secondo i dati in possesso di Mindifesa/Onorcaduti, nel 1943 in quel campo morirono 4.178 Soldati italiani”.
Il tutto, nel contesto dell’Italia della disfatta tra il 10 giugno 1940 e l’8 settembre del 43, per ragioni storiche, occorre ricordare, tra l’altro, alcune date in terra sovietica. 28 giugno 1942 – Offensiva tedesca in Russia verso il Volga e Stalingrado.
Luglio-agosto 1942 – I Tedeschi con l’appoggio dell’Armata Italiana in Russia(Armir) penetrano in territorio sovietico verso il Don e il Caucaso.
23 agosto 1942 – I Tedeschi pongono sotto assedio Stalingrado.
24 agosto 1942: Il reparto Savoia Cavalleria, nell’ultima carica di cavalleria della storia, mette in fuga i Sovietici a Isbusenskij. 19 novembre 1942 – Offensiva sovietica sul Don, l’Armata Rossa travolge il fronte a Nord e a Sud di Stalingrado chiudendo in una sacca la 6^ Armata del generale Friedrich von Paulus. 19 dicembre 1942 – In seguito all’offensiva sovietica nel settore del Don inizia la disastrosa ritirata dal II Corpo d’Armata dell’Armir. 26 gennaio 1943 – Ultimo contrattacco di sganciamento degli Italiani a Nikolajevska: le forze italo-tedesche, pur subendo pesanti perdite, riescono nell’intento di sfuggire all’accerchiamento russo.
31 gennaio 1943 – Resa a Stalingrado di Von Paulus e di circa novantamila Tedeschi sopravissuti agli scontri con l’Armata Rossa.
Occorre ricordare, ancora, che il 13 aprile 1943, i Tedeschi scoprono in un bosco presso il villaggio polacco di Katyn fosse comuni con i corpi di migliaia di ufficiali polacchi; l’eccidio viene attribuito ai Sovietici.
Nino Costanzo