martedì , Marzo 9 2021

Aidone – Morgantina: il cittadino ha il sacrosanto diritto di indignarsi ogni qualvolta c’è chi non svolge correttamente il ruolo quale è preposto

Leggo con stupore che una mia dichiarazione sullo stato di degrado di Morgantina, pubblicata nei giorni scorsi da varie testate locali e regionali, ha ispirato una lettera aperta a Paolo Battaglia La Terra Borgese, che ha speso tante e forbite parole, investendo tutti, giornalisti, reporter, la massa amorfa dei cittadini e persino la mia persona, meno i veri responsabili del degrado denunciato, evitando di cogliere così ciò che si è inteso rappresentare con poche, ma chiare, parole.
Da quello che si desume dalla lettera è utile specificare che il ruolo di Coordinatore del Tavolo del Partenariato “Centro Sicilia” non prevede alcuna attività ispettiva né di controllo sui siti culturali, per cui se si è veramente interessati a sapere su cosa ha concentrato la sua attenzione in questi tre anni basta rilevarlo dagli atti pubblicati e dagli articoli di stampa che se ne sono occupati.
Corre obbligo far notare inoltre, come era chiaro già nella mia dichiarazione, che mi trovavo ad Aidone e a Morgantina come visitatore, ovvero come semplice cittadino, che ha il sacrosanto diritto di indignarsi ogni qualvolta nota che c’è chi non svolge correttamente il ruolo al quale è preposto e per il quale percepisce soldi pubblici e quindi anche nostri.
Nel caso specifico, chi avrebbe dovuto garantire la pulizia dei luoghi, la manutenzione della cartellonistica, la degna e decorosa protezione dei ritrovamenti e la predisposizione di materiale informativo non se ne è curato, arrecando pregiudizio all’immagine complessiva del territorio, deturpando la bellezza dei luoghi ed incidendo negativamente sulla percezione estetica di quanto di meglio abbiamo da offrire ai turisti, che molto spesso vengono da lontano, pagano il biglietto e meritano ben altra accoglienza.
Volere a tutti i costi attribuire all’indignazione una particolare matrice politica ne altera il significato, ne depotenzia l’impatto e finisce per sminuire quel senso civico che, d’altro canto, si vorrebbe alimentare e diffondere.
Altro tema è ipotizzare soluzioni alternative quant’anche creative, come potrebbe essere quella di dotare i turisti di pennarelli, o stabilire cosa possono fare le scuole e gli scolari con i loro quadernetti o gli imprenditori con le loro risorse economiche o esercitarsi a immaginare proposte che, in ultima analisi, invitano altri a surrogare i compiti istituzionali di chi disattende i propri doveri.
Avrei evitato volentieri di andare oltre in tale disamina, ritenendo sufficiente quanto evidenziato nella mia precedente dichiarazione finalizzata semplicemente a sollecitare la sensibilità di chi dovrebbe farsi carico di tali inadempienze, invece mi trovo costretto, mio malgrado, a far notare che, evocare suggestioni di rigenerazione dell’umanità all’interno di progetti politici universali, pur essendo argomento degno di specifico approfondimento, in questo caso, potrebbe apparire come una distrazione dall’evidenza di ciò che è accaduto e di ciò che dovrebbe essere fatto con urgenza.
Chiudo qui la mia sollecitata risposta, anche perché non mi appassiona più di tanto la retorica, e poi, devo ammetterlo, all’impegno intellettuale preferisco quello civile e morale, per cui torno a fare quello che ho sempre fatto, ritenendolo più concreto e utile sia per me che per la collettività a cui appartengo, senza farmi condizionare da censure o da insinuazioni inappropriate.
Tonino Palma

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