sabato , Gennaio 23 2021

Troina, Cgil-Cisl-Uil contrarie a decisione esternalizzazione servizi chiedono incontro con presidente dell’Oasi, che potrebbe essere riconsiderata

Troina. Le rappresentanze sindacali aziendali (rsa) di Cgil, Cisl e Uil chiedono al presidente dell’Oasi Maria SS, don Silvio Rotondo, un incontro urgente per trovare soluzioni che evitino scongiurare l’esternalizzazione dei servizi attualmente gestiti dall’Oasi Maria SS srl, che è una società del gruppo Oasi. I servizi di da esternalizzare di cui si parla sono quelli della cucina e delle pulizie. A quest’incontro i sindacai chiedono che vengano chiamati a partecipare anche il consiglio di amministrazione dell’Oasi Maria SS, le parti sociali della stessa, e gli organi di revisione dell’Associazione Oasi Maria SS e della società Oasi Maria SS srl. Una parte non trascurabile è rappresenta dalle volontarie, che dedicano tutte le loro energie all’Oasi Maria SS, fino ad identificarsi con essa, e che avrebbero dovute essere preparate sotto il profilo gestionale per il dopo padre Luigi Ferlauto. “Siamo venuti a conoscenza informalmente dell’intenzione di questa decisione che riguarda una società, che non più tardi di qualche mese fa, ci venne presentata come una ‘consorella’ dell’Oasi bisognosa d’aiuto, a pena di un possibile default finanziario”, dicono i sindacati. A Cgil, Cisl e Uil risulta incomprensibile questa decisione. Naturalmente non condividono tale decisione. Tra quelli che, in misura diversa, hanno voce in capitolo sull’Oasi o dovrebbero averla, ce ne sono alcuni che hanno fatto capire alla dirigenza dell’Oasi di essere contrari a questa decisione e a come è stata presa perché, a loro giudizio, le esternalizzazioni sperimentate in altri campi di attività dell’Oasi non hanno dato buoni risultati. Gli altri campi di attività sono quelli che hanno a che fare con le strutture alberghiere della Cittadella dell’Oasi. Tutto questo fa pensare che questa decisione di esternalizzare i servizi di cucina e pulizie possa subire delle battute d’arresto per essere riconsiderata in tutte le sue implicazioni. Alle organizzazioni sindacali “ancor più grave appare l’infausta idea esternalizzare il servizio pulizie non ci è dato comprendere come si possa risparmiare, affidando il servizio all’esterno”. L’esternalizzazione dei servizi, che a tutt’oggi gestisce l’Oasi Maria srl, preoccupa le organizzazioni sindacali dei dipendenti per gli effetti che potrà avere sull’occupazione, sui lavoratori che restano e sulla qualità dei servizi erogati. “Non è difficile immaginare – scrivono le rsa Cgil-Cisl-Uil- che i dipendenti siano particolarmente preoccupati per il loro futuro, anche e soprattutto perché le precedenti esperienze avute con le esternalizzazioni si sono rivelate per come le avevamo immaginate, ossia vessatorie e peggiorative del benessere dei lavoratori, ancorché di nocumento per la struttura”. A prendere posizione sulla esternalizzazione dei servizi di cucina e pulizia in maniera aperta, manifestando pubblicamente la loro contrarietà, sono le organizzazioni sindacali dei lavoratori, che da alcuni anni sono presenti all’interno dell’Oasi Maria, che è un’organizzazione complessa nella quale, come in tutte le organizzazioni, il conflitto è fisiologico tra le diverse parti che la compongono. Il punto è come viene governato questo conflitto e le modalità con le quali si manifesta. Nell’organizzazione complessa governata da chi ha una visione organicistica, che non concepisce e non ammette il conflitto, non ci sono spazi per una discussione franca e pubblica sulle scelte da fare all’interno del gruppo dirigente, e tra questo e le diverse parti in cui si articola la stessa organizzazione. Per fa funzionare bene un’organizzazione complessa, il prerequisito è l’esistenza di un gruppo dirigente attrezzato a governare il conflitto ascoltando tutti, anche quelli che la pensano in maniera opposta alla sua, perché, come notava Antonio Gramsci, anche nelle idee di chi la pensa diversamente da te c’è un nucleo di verità, che non devi ignorare. Una pacata e serena riflessione, fuori dagli schemi di stucchevole agiografia e di ripugnante denigrazione, sulla figura di Luigi Ferlauto deve essere ancora fatta, non è stata ancora fatta a distanza di un anno dalla sua scomparsa. Una cosa è certa: Ferlauto ha governato l’Oasi con una visione organicistica, procurando vantaggi economici al paese di Troina che non possono essere ignorati, ma da alcuni anni quel modo di governarla si è rivelata in tutta la sua inadeguatezza al punto tale da compromettere il futuro dell’Oasi e, di riflesso, quello di Troina.

Silvano Privitera