lunedì , Gennaio 18 2021

Assessore regionale Tusa: nessuna discarica in contrada Muglia in territorio di Centuripe

“Al fine di rendere chiarezza in merito ad alcune notizie giornalistiche che hanno generato preoccupazioni legittime, ma talvolta anche artatamente esagerate, si precisa che non vi è in programmazione la realizzazione di alcuna discarica in contrada Muglia in territorio di Centuripe”.
E’ quanto dichiara l’assessore regionale dei Beni culturali Sebastiano Tusa in merito alla richiesta di realizzazione di una piattaforma integrata di gestione dei rifiuti in contrada Muglia, a Centuripe, area di grande interesse archeologico e paesaggistico, recentemente oggetto di forti polemiche.

L’area dell’ennese risulta, come già specificato da una attenta analisi effettuata dalla Soprintendenza ai Beni culturali competente, caratterizzata da rilevanti emergenza archeologiche e paesaggistiche e pertanto definita “ad alto rischio archeologico”.

La località Muglia, è una vasta area distinta in due settori di grande interesse archeologico per le tracce di occupazione antica sia in prossimità del fiume Dittaino che in zona collinare. Recentemente, in occasione di lavori viari, sono state scoperte e scavate tombe “a tumulo” di età romana imperiale, di un tipo ancora non documentato a Centuripe. Inoltre sono presenti i ruderi di un ambiente (in parte ipogeico e in parte costruito con struttura muraria) e resti di industria litica, nonchè resti di età preistorica databili alla cultura di Castelluccio, di età greco-arcaica, di età ellenistica e alto medievali. A poca distanza, su un rilievo calcareo a Nord della zona, sono stati rinvenuti reperti di età preistorica e di epoca rinascimentale, epoca a partire dalla quale il territorio centuripino è stato popolato da fattorie.

La zona di Muglia, ha rivestito inoltre un ruolo importante nella viabilità antica che doveva articolarsi già dall’età greca per unire Centuripe con le aree etnee tra cui a Sud Biancavilla e Katane; una viabilità che, data la componente rurale dell’area, perdura attraverso l’età normanna fino all’età moderna.

Lo spazio individuato per la realizzazione della presunta discarica, è una delle più dense aree di rinvenimenti archeologici della Sicilia centro-orientale dove la presenza dell’uomo è attestata dall’età paleolitica e preistorica fino a quella post-medievale. Il tutto inserito in uno dei comprensori isolani più integri e incontaminati dal punto di vista naturalistico dove, la realizzazione di nuove strutture, arrecherebbe grave pregiudizio alle valenze paesaggistiche della zona.

“L’area in questione – conclude l’assessore Tusa – è stata inserita come zona di tutela C nel piano territoriale paesistico, ed è in istruttoria l’apposizione del vincolo ai sensi del codice dei Beni culturali e del paesaggio”.