martedì , Aprile 13 2021

Il libro dell’aidonese Marotta ha aperto gli eventi culturali dell’associazione siciliana Editori al Salone del libro di Torino

Aidone. “Oltre il tempo”, Emersioni Castelvecchi, dello scrittore aidonese Lorenzo Marotta ha aperto, oggi gli eventi culturali dell’associazione siciliana Editori nello stand della regione Sicilia al Salone del libro di Torino in programma da oggi fino a lunedì prossimo. (Padiglione Oval Stand Y128 – X128). A presentare il romanzo, fresco di stampa, assieme all’autore, sarà il noto poeta Michele Caccamo, direttore editoriale del gruppo Lit Castelvecchi a testimoniare l’importanza attribuita all’opera di Marotta. “Un romanzo con sorpresa: anzi, con più d’una sorpresa, e tutte racchiuse nei Racconti eretici, il romanzo nel romanzo del professor Antonio che travalica le epoche e in un ‘coro di morti’ leopardiano fa dialogare Antigone e i presocratici, Kierkegaard e Pasolini, Manzoni e l’uomo di fumo Zeropuntozero, un revenant che sarebbe piaciuto a Bontempelli, a Landolfi, a Savinio”, si legge in quarta di copertina tratta dalla prefazione di Antonio Di Grado. Ma non è solo questo. È che il nuovo libro vede Aidone al centro dell’intreccio narrativo dell’autore, i cui personaggi principali sono ragazzi del posto che, una volta condivisa la scuola e la passione per la filodrammatica, si disperdono nel mondo per vivere destini diversi. Così per Vincenzo, il figlio del calzolaio mastro Liborio, che andrà in Cina; Margherita, l’unica figlia del medico condotto, che si farà una famiglia in America, mentre altri si divideranno tra 9il Nord Italia e l’Europa. In tutti rimarrà saldo l’amore per il comune paese arroccato sul monte. È in quelle strade, in quelle case antiche dove si conserva l’odore della fatica contadina dei padri, che il loro pensiero ritorna e, dopo molti anni, il loro progetto di rinascita culturale. Un legame insopprimibile che trova nella scrittura di Marotta pagine intense di rievocazione poetica. Come pure la caratterizzazione di simpatici personaggi, come mastro Liborio che, nel vicolo davanti alla sua casa in via Erbitea, amava declamare con tono enfatico al flebile chiarore di una lampadina le gesta di Rinaldo, di Angelica, di Gano. Ma anche il vocìo degli studenti della Scuola Agraria che, di ritorno dalle lezioni, danno motivo di speranza a Luigi, medico nel Veneto, che con il figlio Federico è ritornato in paese nella vecchia casa del padre, a Rao. Aidone, dunque, come luogo letterario per i lettori a scoprire le chiese, le piazze, le feste, gli attrezzi di vita di un tempo.

Angela Rita Palermo